L’eredità umana di Martinazzoli
L’intitolazione dell’edificio scolastico a Gian Mario Martinazzoli, come si era pensato in un primo momento, non è stata possibile, in quanto non sono trascorsi 10 anni dalla scomparsa, ma il Comune di Malegno e l’Istituto comprensivo Bonafini hanno ugualmente svolto una sentita e partecipata commemorazione presso la scuola secondaria di primo grado in concomitanza con il Festival Educante. Una mattinata ricca di ricordi, aneddoti, sorrisi commossi, per rendere omaggio alla figura dell’insegnante, giornalista ed educatore morto improvvisamente il 20 settembre 2022. Gian Mario ha lasciato il segno nella comunità di Malegno, nella quale si era integrato sin dagli anni ’70, sposando Noris Martinelli, spendendosi con energia in varie attività legate all’oratorio e alla parrocchia, in amministrazione e nel volontariato, insegnando educazione fisica alle scuole medie e portando avanti, fino alla scomparsa a 72 anni, la sua professione di giornalista, corrispondente dalla Vallecamonica sia per il Giornale di Brescia che per Teletutto, e a Radio Voce Camuna, che seguì fin dai suoi primi passi, proprio a Malegno, e poi a Breno, dove svolse per oltre un trentennio il ruolo di direttore e redattore, da metà anni ’80 e fino al 2016. Innumerevoli le collaborazioni, su tutte con La Voce del Popolo e Lettere dall’Eremo, ma anche per vari bollettini parrocchiali.
Il sindaco di Malegno, Matteo Furloni – incassato il “no” alla richiesta di deroga inviata dal suo Comune, che chiedeva di superare il limite della legge del 1927 con cui si impone il raggiungimento di almeno dieci anni dalla morte di una persona per l’intitolazione di vie, piazze o edifici – ha posto l’accento sull’eredità umana, culturale ed educativa che Martinazzoli ha lasciato alla comunità malegnese ed ha espresso riconoscenza verso una persona che ha dedicato gran parte della sua vita all’educazione, alla cultura, all’informazione e alla crescita civile del territorio. Particolarmente significativo anche per il mondo della scuola il messaggio che Martinazzoli ha lasciato e può lasciare alle giovani generazioni. La dirigente scolastica l’Istituto comprensivo Bonafini, Mariella Minini, ha detto: “Non una personalità da studiare sui libri, ma una figura contemporanea, che ha vissuto la scuola da insegnante, che vedeva la scuola come laboratorio di vita, sapeva dialogare con i giovani e aveva un forte senso di appartenenza nel territorio, che ha portato con sé anche nella professione di giornalista”. Non sono mancati i ricordi dei colleghi dell’Editoriale Bresciana, dal direttore generale Mauro Torri al direttore di testata Giorgio Bardaglio, fino al collega e amico fraterno Fabrizio Prestini, e all’ex collaboratore di Radio Voce Camuna, Giuliano Chiapparini, che hanno tracciato, ognuno a suo modo, il ricordo di Gian Mario, non solo come giornalista ma, appunto, come amico. La moglie di Gian Mario, Noris Martinelli, ha letto una poesia di Alda Merini, mentre la targa, che – è stato promesso – saprà attendere una vera intitolazione, è stata scoperta dai nipoti Mattia e Giorgio e benedetta dal parroco di Malegno, don Giuseppe Stefini.