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Roma
di DI ANDREA CARLINO (ORIZZONTE SCUOLA) 23 lug 2026 09:50

Ecco la legge sull’educazione non formale

Il Parlamento ha dato il via libera definitivo al disegno di legge n. 1766, che delega il Governo in materia di sostegno alle attività educative e ricreative non formali per minori. Il provvedimento riconosce per la prima volta nell’ordinamento italiano il ruolo educativo di centri estivi, oratori e realtà associative impegnate nella crescita di bambini e ragazzi. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato il testo senza modifiche rispetto al già licenziato dalla Camera dei deputati lo scorso 22 gennaio scorso. La legge, composta da quattro articoli, introduce un quadro normativo organico per incentivare i servizi extrascolastici rivolti a bambini e adolescenti. L’articolo 2 costituisce il nucleo centrale del provvedimento. Il Governo è delegato ad adottare, entro nove mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi finalizzati a promuovere la diffusione di opportunità educative non formali.

I criteri direttivi indicati dal Parlamento prevedono l’aggiornamento delle disposizioni della legge di bilancio 2025 (L. n. 207/2024), con particolare attenzione al sostegno prioritario per i nuclei familiari con figli portatori di bisogni speciali e per le famiglie numerose. I decreti delegati dovranno consentire lo svolgimento delle attività attraverso accordi tra comuni, presso scuole, centri estivi, servizi socio-educativi territoriali e centri ricreativi. Il testo pone l’accento sulle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, senza trascurare l’ambito sportivo, artistico e musicale. Il disegno di legge incentiva il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore e degli enti religiosi che svolgono attività di oratorio. La partecipazione a iniziative finanziate avverrà attraverso le forme di co-programmazione e co-progettazione previste dagli articoli 55-57 del codice del Terzo settore (d.lgs. n. 117/2017).

Le disposizioni prevedono inoltre che i servizi possano essere erogati con modelli gestionali e strutturali flessibili, finalizzati a ottimizzare l’impiego delle risorse e a coinvolgere attivamente i fruitori e la comunità locale. Gli schemi dei decreti legislativi saranno adottati previa intesa in sede di Conferenza unificata e trasmessi alle Camere per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti, con un termine di venti giorni per la pronuncia. Il Governo potrà ritrasmettere i testi con eventuali modifiche per il parere definitivo, decorso il quale i decreti potranno comunque essere adottati.

Per l’attuazione della delega è autorizzata una spesa di 3,5 milioni di euro per il 2026, 4 milioni per il 2027 e 1 milione annuo a decorrere dal 2028. I primi due stanziamenti saranno coperti mediante riduzione del Fondo per il sostegno alle attività educative formali e non formali (articolo 1, comma 213, L. n. 207/2024). La quota a decorrere dal 2028 sarà finanziata attingendo al Fondo per le esigenze indifferibili di cui alla legge n. 190 del 2014. L’articolo 3 autorizza i comuni, nel rispetto dell’autonomia scolastica, a stipulare convenzioni per l’utilizzo degli spazi disponibili negli edifici scolastici, destinandoli alle attività previste dalla legge. L’attuazione delle convenzioni non dovrà generare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e le amministrazioni competenti provvederanno con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili. L’articolo 4 istituisce, con decreto del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, un tavolo tecnico per le attività di educazione non formale.

Il tavolo, da adottare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge e previo parere della Conferenza unificata, avrà il compito di coordinare le iniziative per la condivisione delle migliori pratiche, assistere gli enti locali e gli enti del Terzo settore nella diffusione di modelli organizzativi utili per la co-programmazione e la co-progettazione, e favorire l’applicazione di forme semplificate di affidamento dei servizi. La composizione includerà anche le associazioni rappresentative del mondo giovanile, senza alcun compenso o rimborso spese per i componenti.

La proposta di legge, presentata inizialmente alla Camera il 17 luglio 2023 (AC 1311), è stata modificata in sede referente dalle Commissioni riunite VII Cultura e XII Affari sociali, con l’inserimento della delega al Governo, originariamente non prevista. La legge di bilancio per il 2026, contestualmente, ha istituito un Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori con dotazione di 60 milioni di euro annui per iniziative dei comuni finalizzate al potenziamento dei centri estivi e dei servizi territoriali. Il provvedimento si inserisce nel solco della legge di bilancio 2025, che aveva già istituito il Fondo per il sostegno alle attività educative formali e non formali, con dotazioni di 3 milioni per il 2025, 3,5 milioni per il 2026 e 4 milioni per il 2027.

Le linee guida per la partecipazione di bambini e ragazzi, adottate con decreto del Ministro per le pari opportunità e la famiglia del 12 luglio 2022, costituiscono il riferimento per il coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi decisionali.

“Con questa legge diamo finalmente pieno riconoscimento a chi ogni giorno nei territori svolge una funzione educativa fondamentale accanto alle famiglie e alla scuola. Centri estivi, oratori, associazioni del terzo settore e volontariato, organizzazioni sportive e culturali entrano a pieno titolo nell’ordinamento italiano come soggetti educativi, con un riconoscimento, tutele e strumenti di sostegno. Era uno degli interventi previsti dal Family Act, l’ho ripresentato in Parlamento e oggi, con l’approvazione definitiva e il supporto delle forze parlamentari – quasi tutte – che l’hanno sottoscritta, da Fratelli d’Italia al Partito Democratico, diventa finalmente legge”, dichiara la presidente di Azione e prima firmataria del provvedimento, Elena Bonetti.

DI ANDREA CARLINO (ORIZZONTE SCUOLA) 23 lug 2026 09:50