Rafforzare gli oratori: un presìdio educativo
Gli oratori tornano al centro delle politiche giovanili italiane. Con nuovi finanziamenti per oltre 69 milioni di euro tra attività educative e interventi infrastrutturali, il Governo punta a rafforzare una realtà che da decenni rappresenta uno dei più importanti presìdi educativi e sociali del Paese. Una scelta che va oltre il semplice sostegno economico e che riconosce agli oratori un ruolo fondamentale nella crescita delle nuove generazioni. Entro poche settimane sarà pubblicato un primo bando da 6,5 milioni di euro per il triennio 2026-2028, destinato a sostenere progetti educativi, sportivi, culturali e sociali. A questi si aggiungerà, entro la fine dell’estate, un secondo bando da 50 milioni di euro dedicato per la prima volta anche alla riqualificazione e al miglioramento delle strutture. L’obiettivo è sostenere almeno 125 progetti e rafforzare una rete composta da circa 7.000 oratori presenti sul territorio nazionale. L’investimento nasce dalla consapevolezza che gli oratori rappresentano molto più di semplici luoghi di ritrovo. Sono spazi in cui bambini e adolescenti possono sperimentare relazioni autentiche, sviluppare talenti, imparare il valore della collaborazione e confrontarsi con figure educative capaci di accompagnarli nel percorso di crescita. In un’epoca caratterizzata dall’isolamento sociale e dall’uso sempre più intenso delle tecnologie digitali, gli oratori offrono un’alternativa concreta fatta di incontri reali, attività condivise e partecipazione alla vita della comunità. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha sottolineato la volontà di far rivivere la centralità degli oratori come agenzie educative capaci di valorizzare lo sport in tutte le sue dimensioni.
Non soltanto competizione o risultato, ma strumento di inclusione, rispetto delle regole, solidarietà e crescita personale. Lo sport praticato negli oratori diventa infatti occasione di educazione alla convivenza e alla cittadinanza attiva, contribuendo a prevenire fenomeni di emarginazione, discriminazione e devianza minorile. Anche la senatrice Mariastella Gelmini ha evidenziato l’importanza di offrire ai giovani luoghi sicuri e accessibili dove svolgere attività ricreative, sportive, culturali e teatrali senza gravare sui bilanci delle famiglie. Una funzione particolarmente preziosa in un contesto sociale in cui molte famiglie faticano a sostenere i costi delle attività extrascolastiche e in cui cresce il bisogno di punti di riferimento educativi. Gli oratori svolgono inoltre un ruolo insostituibile nella costruzione del senso di appartenenza. Sono luoghi aperti, capaci di accogliere ragazzi provenienti da esperienze diverse e di favorire l’incontro tra generazioni. Non a caso don Stefano Guidi, direttore della Fondazione Oratori Milanesi, li definisce un vero e proprio laboratorio di convivenza civile e di dialogo, dove i giovani possono trovare risposte alle domande più profonde sulla propria vita e sul proprio futuro. L’emergenza educativa richiamata da molti osservatori richiede infatti una risposta corale. Come ha ricordato suor Anna Monia Alfieri, serve un intero “villaggio educativo” per accompagnare i ragazzi nella crescita. Gli oratori rappresentano uno dei pilastri di questo sistema, grazie alla collaborazione tra famiglie, educatori, volontari, associazioni e comunità locali. I nuovi finanziamenti non sono dunque soltanto un investimento in strutture e attività. Sono un investimento nelle persone, nelle relazioni e nella capacità delle comunità di educare. Rafforzare gli oratori significa offrire ai giovani opportunità concrete di crescita, promuovere inclusione sociale e costruire una società più coesa. Una sfida che riguarda non solo il mondo ecclesiale, ma l’intero Paese.
(Foto Regione Lazio)