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Roma
di VITTORIO BERTONI 06 lug 2026 11:31

Il Premio Madre Teresa ad Anna Maria Gandolfi

Ci sono premi che celebrano un traguardo. E poi ci sono riconoscimenti che raccontano una storia: una storia fatta di mani che insegnano un mestiere, di sguardi che restituiscono fiducia e di una comunità che, ogni giorno, sceglie di credere nei giovani prima ancora che nel loro talento. Nei giorni scorsi, nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Maria Regina della Famiglia, nei Giardini Vaticani, alla presenza del Cardinale Angelo Comastri, la direttrice di Scuola Bottega Artigiani, Anna Maria Gandolfi ha ricevuto, accanto a personalità di altissimo profilo come il Cardinale Pierbattista Pizzaballa e il Movimento per la Vita, il “Love Charity Awards Madre Teresa”, prestigioso riconoscimento istituito da papa Francesco e destinato a coloro che incarnano i valori dell'amore, della solidarietà e del servizio verso il prossimo. Un premio che, nella sua sezione speciale dedicata all'educazione, in memoria della prima missione di Madre Teresa come insegnante, assume un significato ancora più profondo. Perché non celebra soltanto una carriera, ma un modo di intendere la scuola come luogo di rinascita.

La motivazione del premio racconta perfettamente l'essenza della Scuola Bottega Artigiani: un istituto che accoglie studenti provenienti da ben 37 nazionalità diverse, dove la formazione professionale si intreccia con un progetto educativo fondato sul rispetto della persona, sulla dignità del lavoro e sull'inclusione sociale. Ma ciò che rende unica questa realtà va oltre i numeri. La visione è semplice quanto rivoluzionaria: nessun ragazzo deve essere definito dai propri limiti, dal proprio passato o dalle difficoltà che ha incontrato. Ognuno possiede un talento che aspetta soltanto di essere scoperto, coltivato e accompagnato. È questa la missione che ogni giorno anima la Scuola. Non soltanto insegnare un mestiere, ma restituire fiducia. Non soltanto preparare al lavoro, ma educare alla vita. Perché il vero successo non è il diploma, ma vedere un giovane che torna a credere in se stesso. Tra i laboratori e le aule della scuola prendono forma storie che difficilmente trovano spazio nelle statistiche. Ragazzi arrivati con il peso dell'incertezza e della paura diventano imprenditori, professionisti, artigiani, cuochi, registi, scrittori, campioni olimpionici. Percorsi diversi, accomunati da un elemento fondamentale: qualcuno ha creduto in loro quando loro stessi avevano smesso di farlo.

Non è un caso che, ricevendo il premio, Anna Maria Gandolfi abbia scelto di dedicarlo proprio ai suoi studenti. “Voglio dedicare questo riconoscimento a tutti quei ragazzi e ragazze che hanno pensato di non farcela o di non avere un futuro e che invece, frequentando la nostra scuola, si sono realizzati diventando affermati imprenditori, validi collaboratori, registi, cuochi, scrittori, campioni olimpionici e molto altro. Affinché possano essere modelli da seguire per i giovani che oggi frequentano la nostra scuola”. Parole che raccontano una filosofia educativa ben precisa: il successo di una scuola non si misura soltanto nei risultati scolastici, ma nella capacità di cambiare il destino delle persone. In un tempo in cui troppo spesso si parla dei giovani evidenziandone le fragilità, la Scuola Bottega Artigiani sceglie di partire dalle loro possibilità. Dove altri vedono dispersione, vede opportunità. Dove qualcuno vede fallimenti, costruisce seconde occasioni. Dove sembra esserci soltanto marginalità, nasce una comunità educante capace di trasformare le differenze in ricchezza.

Il “Love Charity Awards Madre Teresa” diventa così il simbolo di un modello educativo che mette al centro la persona prima della prestazione, l'accoglienza prima del giudizio, il lavoro come strumento di dignità e libertà e rappresenta il riconoscimento di un'idea di scuola che continua a dimostrare come educare significhi soprattutto accompagnare, ascoltare e credere nelle persone. È questa la più grande eredità che l'intuizione di Beppe Nava dal 1976 consegna ogni giorno ai propri studenti: la certezza che il futuro non è scritto dalle difficoltà di partenza, ma dal coraggio di chi offre un'opportunità e dalla determinazione di chi sceglie di coglierla. Perché, in fondo, il mestiere più importante che si impara tra quelle mura non è soltanto quello delle mani. È quello della speranza.

VITTORIO BERTONI 06 lug 2026 11:31