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Roma
di STEFANO DE MARTIS 23 apr 2026 09:30

Italia: deficit ancora sopra il 3%

Il Consiglio dei ministri approva il Documento di finanza pubblica. Pesano ancora gli effetti del Superbonus e rallenta la crescita, attesa allo 0,6%. Giorgetti chiede maggiore flessibilità europea di fronte alle spese per la difesa e allo shock energetico legato alla guerra in Medio Oriente

Il Consiglio dei ministri ha varato il Documento di finanza pubblica (Dfp), il testo che indica le prospettive di fondo per la prossima manovra economica. Il numero su cui si appuntavano le maggiori attese era quello relativo al deficit in rapporto al Prodotto interno lordo (il Pil), perché il governo aveva coltivato la speranza che fosse sceso sotto il 3% già nel 2025, consentendo l’uscita con un anno di anticipo dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Il che avrebbe aperto margini più ampi per le decisioni di finanza pubblica. Ma i dati diffusi dall’Istat e da Eurostat hanno confermato la previsione del 3,1%. L’andamento del deficit e l’indebitamento sono stati ritarati in questi termini: il deficit “nel 2026 sale dal 2,8% al 2,9%, nel 2027 dal 2,6% al 2,8%, nel 2028 dal 2,3% al 2,5%”, come ha spiegato lo stesso ministro dell’Economia Giorgetti al termine del Consiglio dei ministri, mentre il debito in rapporto al Pil è previsto al 138,6% nel 2026, al 138,5% nel 2027 e al 137,9% nel 2028. Secondo Giorgetti pesano ancora le ricadute della spesa per il Superbonus edilizio, Anche i dati sulla crescita sono stati ricalibrati, passando dal +0,7% al +0,6% sia nell’anno in corso che nel 2027.

Tutti dati che il titolare dell’Economia giudica suscettibili di revisioni e aggiustamenti anche a stretto giro, considerata la situazione internazionale. “Mi sembra chiaro – ha sottolineato Giorgetti – che questo quadro, che fotografa la realtà, meriterà di essere approfondito a brevissimo con decisioni di natura politica in merito a quella che è la possibilità, già consentita, di deroga sulle spese della difesa, e io aggiungo, inevitabilmente per la situazione eccezionale, merita altrettanta attenzione lo shock di tipo energetico che la guerra in Medio Oriente sta generando a livello globale, europeo e italiano”.

Giorgetti non ha escluso che l’Italia possa assumere iniziative autonome, ma non si vede come si possa prescindere dal piano europeo. E a questo proposito ha puntualizzato: “Io non ho chiesto la deroga al Patto di stabiltà, ho chiesto che si sia flessibili. A livello europeo ho chiesto che bisogna essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni, e non rilassati. Quello che non va è la rigidità rispetto ad approcciare un mondo che è completamente cambiato”.

Peraltro anche le stime recenti del Fondo monetario internazionale confermano i problemi strutturali del nostro Paese, con l’indebitamento ai massimi livelli e la crescita che arranca: per il 2026 e 2027 il Fmi stima l’aumento del Pil allo 0,5%, mentre per la Francia calcola un +0,9% in entrambi gli anni, un +0,8% e + 1,2% per la Germania e un +2,1% e +1,8% per la Spagna, rispettivamente nell’anno in corso e nel prossimo.


@Foto Presidenza del Consiglio dei ministri

STEFANO DE MARTIS 23 apr 2026 09:30