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Bologna
di REDAZIONE 27 gen 07:37

L'Emilia Romagna resta a Bonaccini

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Le Lega di Matteo Salvini non riesce ad aggiudicarsi le regionali. Fallito il tentativo di una spallata definitiva a una delle ultime "sacche del centro sinistra". Il Calabria vittoria di Jole Santelli

Salvini non ce l'ha fatta. Il leader della Lega che per le regionali in Emilia Romagna aveva scelto la strada della personalizzazione della campagna elettorale, arrivando di fatto a oscurare la candidata Lucia Borgonzoni, sta conoscendo in queste ore la sua prima sconfitta, dopo la calvacata degli ultimi mesi. Stefano Bonaccini, governatore uscente del centro sinistra, con oltre il 51% di voti (lo scrutinio è alle fasi finali), ha ottenuto la vittoria ribaltando, anche nelle proporzioni del voto, le previsioni della vigilia che davano più stretta la forbice tra i due maggiori competitor in corsa.

A parziale consolazione del centro destra è arrivata (anche se le operazioni di spoglio dei voti stanno andando a rilento) la vittoria in Calabria dove Jole Santelli col 56% dei voti ha quasi doppiato il candidato del centro sinistra Callipo, fermo al 30%.

A tenere banco, anche per via del valore simbolico che Salvini, Meloni e Berlusconi hanno scelto di dare alla consultazione, è comunque il voto in Emilia Romagna che, accanto al dato della vittoria di Bonacini, presenta altri dati di lettura. Da una parte, infatti, c'è la tenuta del Pd addirittura in crescita, seppure di poco, e che si torna a essere il primo partito della regione, dopo la parentesi delle Europee dello scorso anno, dove il primato era andato al partito di Salvini. Alla coalizione del centro-sinistra una grande mano è arrivata anche dalla lista Bonacini presidente che, sfiorando il 6% dei voti, è stata determinante per portare a casa una vittoria che sino a qualche settimana fa anche i più prudenti degli osservatori e un po' tutti i sondaggisti davano per certa nelle mani di Salvini & co.

Altri dati che escono dal voto sono ancora quelli della inesorabile emorragia di voti del Movimento 5 Stelle che si ferma al 4,7% perdendo 8 punti percentuali rispetto alle già non esaltanti europee dello scorso anno.

Sul fronte del centro destra, detto del passo indietro della Lega, che con il 32% dei voti arretra di poco più di un punto percentuale rispetto alle consultazioni del 2019, c'è da registrare il crollo di Forza Italia che con il 2,6% dei voti dimezza il già misero bottino dello scorso anno e non riesce a portare nemmeno un esponente nel parlamento regionale emiliano-romagnolo. Cresce,. ma senza arrivare a incidere sull'esito finale, il consenso di Fratelli d'Italia che ha conquistato l'8,6% dei voti.

Scenari diametralmente opposti, invece, arrivano dalla Calabria, dove (ma i dati potrebbero subire ancora qualche variazione) il voto presenta un quadro estremamente fastagliato. Il Pd, con poco più del 15% dei voti, è il primo partito della regione. Tiene sostanzialmente Forza Italia che con il 12,2% dei voti diventa il primo partito del centro destra che registra, invece, il dimezzamento dei consensi di Salvini, passato dal 22,6% delle europee del 2019 all'attuale 12,2%. In crescita, nel centro-destra,  anche Fratelli d'Italia. Anche in Calabria c'è da registrare il crollo verticale del Movimento 5 Stelle che dal maggio scorso a ieri ha dilapidato quasi il 18% dei suoi consensi, scendendo dal 26,7% dei voti delle europee, al 7,3% delle regionali.

REDAZIONE 27 gen 07:37