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Roma
di REDAZIONE - AGENSIR 02 set 2026 07:09

Misure strutturali contro il caro scuola

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La richiesta arriva da Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari

“Il rientro a scuola rappresenta ogni anno un momento di forte pressione sui bilanci delle famiglie. Quest’anno, secondo Federconsumatori, per il solo corredo scolastico si spenderanno mediamente 673,60 euro per studente, a cui vanno aggiunti i costi dei libri, della mensa, dei trasporti e delle altre attività. Per le famiglie con figli universitari, inoltre, alle spese per l’istruzione si somma il peso degli affitti, rendendo il rientro di settembre ancora più oneroso”. E’ questa la dichiarazione di Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, in merito al caro scuola 2026.

“Questi costi si inseriscono in un quadro più ampio di crescente incidenza delle spese obbligate che, secondo Confcommercio, nel 2026 rappresentano il 41,7% dei consumi delle famiglie”, prosegue, rilevando che “si tratta di uscite difficilmente comprimibili, che lasciano sempre meno spazio alle famiglie per affrontare imprevisti, risparmiare o investire nel futuro dei propri figli. Non possiamo considerare normale che l’avvio dell’anno scolastico si trasformi in una fonte di ansia economica per tanti genitori”.

Per Bordignon, “è necessario quindi rafforzare le politiche familiari con interventi strutturali che riducano il costo dei servizi e sostengano concretamente le famiglie con figli. Garantire realmente il diritto all’istruzione significa anche fare in modo che nessuno studente abbia meno opportunità a causa delle spese scolastiche sempre più impattanti sui bilanci familiari”. “È necessario provvedere gradualmente ad azzerare i costi per l’acquisto dei libri nella scuola dell’obbligo”, aggiunge, sottolineando che “il primo passo dovrebbe essere, almeno, la detrazione fiscale del 19% sui libri di testo per contrastare il caro scuola e tutelare il diritto allo studio. Supportare le famiglie oggi nei loro compiti educativi significa investire nel futuro del Paese e creare le condizioni perché i giovani possano crescere e costruire il proprio futuro con maggiore fiducia”.

Proposte nel solco di quanto già avanzato dal Forum famiglie in merito alla “perdurante erosione del potere d’acquisto delle famiglie”. “È mortificante – sono ancora osservazioni di Bordignon - osservare la perdurante erosione del potere d’acquisto delle famiglie. L’indagine de ‘Il Sole 24 Ore’ fotografa una realtà drammatica per milioni di nuclei familiari: in cinque anni il carrello della spesa per una famiglia con un figlio è passato da 100 a 129,50 euro, registrando un aumento del 29,5%, una crescita che conferma l’indice Istat dell’inflazione alimentare (+30%), che supera ben oltre il 21% dell’inflazione generale. Non possiamo rimanere a guardare lo scivolamento di un numero sempre maggiore di famiglie verso condizioni di vulnerabilità economica”.  

Di fronte “a questa emergenza economica”, per Bordignon “occorre un cambio di passo immediato ma soprattutto con esiti duraturi. E’ indispensabile adottare misure concrete a tutela dei nuclei in difficoltà, puntando su detassazioni, incentivi e un deciso potenziamento di strumenti strutturali a supporto dei redditi delle famiglie come l’assegno unico. Istat e Fondazione per la natalità hanno da poco certificato che per oltre 2,8 milioni di italiani le difficoltà economiche e lavorative sono il principale ostacolo alla scelta di avere figli. Non possiamo e non dobbiamo arrenderci all’idea che l’inverno demografico e la denatalità siano un destino ineluttabile: è urgente invertire la rotta agendo direttamente sulle cause primarie, che sono principalmente di natura economica”.

“In tale prospettiva, diventa cruciale il ruolo dell’Unione europea: di fronte a una congiuntura straordinaria segnata da tensioni e conflitti internazionali, è fondamentale garantire la stessa flessibilità già sperimentata durante la pandemia da Covid-19”, ha proseguito Bordignon, secondo cui “serve un piano di supporto alle famiglie con una visione di medio e lungo termine, per dare stabilità e futuro all’intero continente”. “Le famiglie non rappresentano soltanto la principale rete di protezione e di tenuta sociale, ma sono il vero motore generativo e la colonna portante su cui si regge lo sviluppo dell’intera collettività. Sostenere i nuclei familiari – ha concluso – non è una mera spesa assistenziale, bensì una scelta di politica economica strategica e non più rinviabile per garantire un domani alle prossime generazioni”.

REDAZIONE - AGENSIR 02 set 2026 07:09