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Brescia
di MARGHERITA PERONI 01 ago 11:23

Per i cristiani dello Sri Lanka

Sono trascorsi solo tre mesi dal tragico attentato che ha provocato la morte e il ferimento di centinaia di cristiani raccolti in preghiera nelle chiese di Sant’Antonio a Colombo, San Sebastiano a Negombo e di Sion a Batticaloa nello Sri Lanka. Cosa resta della commozione e dello sdegno che quella strage efferata aveva sollevato in tutto il mondo ed anche nella nostra provincia?

Sono trascorsi solo tre mesi dal tragico attentato che ha provocato la morte e il ferimento di centinaia di cristiani raccolti in preghiera nelle chiese di Sant’Antonio a Colombo, San Sebastiano a Negombo e di Sion a Batticaloa nello Sri Lanka. Cosa resta della commozione e dello sdegno che quella strage efferata aveva sollevato in tutto il mondo ed anche nella nostra provincia? Forse sono state cancellate dai nuovi attentati che si sono succeduti? I cristiani in Nigeria sono continuamente martoriati e sterminati; negli ultimi dieci anni sotto il governo di Boko Haram gli attentati hanno provocato la morte di migliaia di cristiani, due milioni di sfollati e il rapimento di centinaia di ragazze convertite forzatamente all’Islam. Ma i drammi non si possano dimenticare; ricordare e pensare a come stanno vivendo le persone che sono state colpite è il primo nostro dovere; pregare per loro perché riescano a sopportare il dolore per la morte dei propri familiari e la sofferenza di quelli gravemente feriti che curano spesso senza nessun aiuto; sollecitare l’attenzione dei mezzi di comunicazione, a partire da quelli cattolici, perché una strage non sia cancellata da quella successiva. Anche la politica e gli organismi internazionali devono fare la loro parte non limitandosi a sterili condanne com’è avvenuto fino ad ora. L’esperienza insegna che qualcosa si riesce a ottenere anche dai regimi in cui la libertà e la democrazia non esistono se le iniziative internazionali sono costanti e determinate. Che speranza possono avere i cristiani dello Sri Lanka? Come possono tornare a pregare senza paura nella chiesa di Negombo quando quasi tutti i fedeli della parrocchia sono stati sterminati? Come possono credere che la convivenza tra cittadini con fedi diverse, difficilmente raggiunta negli ultimi anni dopo una sanguinosa guerra civile, possa essere ristabilita se non c’è una dichiarata e dimostrata volontà politica? L’estate ci regala del tempo libero in cui riflettere sul valore della libertà religiosa e pensare anche concretamente a chi nello Sri Lanka forse potrà ritrovare un po’ di speranza nella vita.

MARGHERITA PERONI 01 ago 11:23