lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Roma
di GIGLIOLA ALFARO 10 apr 2021 07:45

Servizi sociali: 402mila minori seguiti

Finalmente l’Italia dispone di una fotografia nuova sulla dimensione della violenza sui bambini.

“Sono 401.766 i bambini e ragazzi presi in carico dai servizi sociali in Italia, 77.493 dei quali sono vittime di maltrattamento”. Questi i primi dati che emergono dalle pagine della seconda Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, condotta da Terre des Hommes e Cismai, per l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). L’indagine, realizzata tra luglio 2019 e marzo 2020, su dati del 2018, ha coperto un bacino effettivo di 2,1 milioni di minorenni residenti nei 196 Comuni italiani coinvolti e selezionati dall’Istat. “La forma di maltrattamento principale è rappresentata dalla patologia delle cure (incuria, discuria e ipercura) di cui è vittima il 40,7% dei minorenni in carico ai Servizi sociali, seguita dalla violenza assistita (32,4%). Il 14,1% dei minorenni è invece vittima di maltrattamento psicologico, mentre il maltrattamento fisico è registrato nel 9,6% dei casi e l’abuso sessuale nel 3,5%”, si legge nel report.

Se ad essere seguiti dai Servizi sociali, in generale, “sono più i maschi”, “bambine e ragazze sono invece più frequentemente in carico per maltrattamento (sono 201 su 1.000, rispetto a 186 maschi)”. Anche gli stranieri lo sono di più rispetto agli italiani:

“Ogni 1.000 bambini vittime di maltrattamento 7 sono italiani, 23 stranieri”.

La seconda Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia ha modificato, ampliandola, la griglia di raccolta dati utilizzata in passato, consentendo di esplorare nuovi aspetti del fenomeno; sappiamo così che “i minorenni vittime di maltrattamento multiplo sono il 40,7% e nel 91,4% dei casi il maltrattante afferisce per lo più alla sfera familiare (genitori, parenti stretti, amici dei genitori, ecc.)”.

Quanto alla fonte della segnalazione del maltrattamento, “per la maggior parte dei casi, è l’autorità giudiziaria ad attivarsi in tal senso (42,6%). Seguono agli ultimi posti ospedali e pediatri”.

“L’intervento dei servizi sociali risulta più frequente al Nord che al Sud e nel 65,6% dei casi ha una durata maggiore di 2 anni – precisa il report -. Di fronte a queste segnalazioni i principali interventi adottati dai Comuni sono l’assistenza economica e l’assistenza domiciliare (rispettivamente per il 28,4% e 23,9% dei casi, ossia un totale del 52,3% dei casi), a cui si ricorre molto di più rispetto all’allontanamento del minore dal nucleo familiare (in totale il collocamento in comunità e l’affido famigliare si attestano sul 35%)”. Una novità introdotta dall’Indagine è la possibilità di comparare i dati relativi al maltrattamento sui bambini e gli adolescenti su un campione di 117 comuni che avevano preso parte anche alla rilevazione del 2015 (dati 2013).

“I dati raccolti raccontano un aumento del fenomeno sotto ogni profilo: cresce infatti sia il numero dei minorenni in carico ai Servizi in generale, sia di quelli in carico per maltrattamento. Parliamo di un +3,6% di bambini e ragazzi in carico ai servizi sociali in generale e di un +14,8% di bambini e ragazzi in carico perché maltrattati”.

L’Indagine, dettata dalla necessità di allineare l’Italia agli altri Paesi e rispondere alle raccomandazioni internazionali e alle sollecitazioni del Comitato Onu per i diritti dell’Infanzia, “dimostra che anche nel nostro Paese è possibile realizzare una raccolta dati sul maltrattamento significativa in termini quantitativi e qualitativi e un monitoraggio sull’andamento del fenomeno”, osservano Terre des Hommes e Cismai, secondo cui “i rappresentanti delle Istituzioni e i policy maker hanno il dovere di confrontarsi con il fenomeno della violenza sui minori e assumersi la responsabilità di affrontare il problema in maniera sistematica e prioritaria, adottando un approccio critico che parta dal riconoscimento dell’importanza dei dati oggettivi e istituzionali nella definizione di politiche di prevenzione”. Perciò,

Terre des Hommes e Cismai si rivolgono al Governo italiano “affinché si faccia carico dell’istituzione di un sistema informativo nazionale permanente di raccolta dati sul maltrattamento e promozione di banche dati sul fenomeno”.

L’Indagine, viene spiegato, “costituisce una proposta concreta affinché anche il nostro Paese possa adottare politiche efficaci contro la violenza in danno di bambini e bambine, a cominciare dalla messa in atto di adeguati strumenti conoscitivi e di azioni di prevenzione di un fenomeno che insiste in modo preoccupante su tutto il territorio”. Le due organizzazioni ricordano che esiste già uno strumento istituzionale che potrebbe rispondere a questo obiettivo, ossia “il Casellario dell’assistenza che, con minimi adeguamenti, potrebbe svolgere una puntuale e permanente rilevazione del fenomeno”.

“Questo lavoro di ricerca sul maltrattamento, condotto con metodologia scientifica, è un unicum nel panorama italiano. Ci preoccupa al contempo lo scarso interesse dimostrata dalle Istituzioni. Il nostro impegno insieme con Cismai non terminerà certo qui, continueremo a lavorare alla raccolta di dati e al monitoraggio del fenomeno e continueremo a spronare le Istituzioni affinché dedichino la dovuta attenzione a questo problema”, dichiara Donatella Vergari, presidente Terre des Hommes.

“L’infanzia deve tornare ad essere una priorità delle agende politiche per garantire diritti, protezione e cura a tutti i bambini, specialmente ai più fragili.

E l’ideazione e programmazione di politiche efficaci passa necessariamente da una valutazione scientifica e continuativa dei dati. Ne va del benessere, della cura e dei diritti dei nostri bambini e delle nostre bambine e quindi anche del futuro del nostro Paese”, aggiunge Vergari.

“Da tempo esistono leggi e Piani con i quali il Governo ‘si impegna nel reperimento dei dati relativi a questo fenomeno e nella mappatura dei servizi e delle risorse disponibili nel settore’ (Piano 2000-2001), ma sono rimasti tutti senza seguito. Così come senza alcun seguito sono rimaste le raccomandazioni del Comitato Onu all’Italia perché adotti un sistema nazionale di raccolta dei dati”, afferma Giovanni Visci, presidente di Cismai.

“Almeno due gli aspetti macroscopici dell’indagine pubblicata oggi che richiamano la nostra attenzione: il numero rilevante di minori seguiti dai Servizi sociali e quelli maltrattati tra questi; tra le fonti di segnalazione del maltrattamento, ospedali e pediatri continuano ad essere latitanti.

Rivolgiamo un appello affinché questa sia l’ultima indagine che viene proposta da Cismai e Terre des Hommes nel silenzio delle Istituzioni e ci auguriamo che presto sia predisposto un sistema di monitoraggio nazionale che consenta davvero di programmare i servizi a tutela dei minori di età”.

 

GIGLIOLA ALFARO 10 apr 2021 07:45