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di REDAZIONE 14 set 2026 13:39

Un’altra difesa è possibile

La campagna “Un’altra difesa è possibile” ha raggiunto l’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per portare in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta. Un traguardo raggiunto grazie a una mobilitazione corale e a una straordinaria accelerazione negli ultimi giorni di raccolta.

"Si tratta di un risultato cruciale -sottolineano i promotori - fondamentale e storico: per la prima volta una proposta concreta e organica per costruire una difesa alternativa a quella armata (fondata su prevenzione dei conflitti, mediazione, diplomazia dal basso e cooperazione) potrà arrivare all’esame del Parlamento, per dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione. La raccolta firme però non si ferma: la Campagna infatti conferma ufficialmente che sarà possibile sottoscrivere la proposta fino al 18 settembre compreso (entro le 23:59). Nei prossimi giorni le Reti promotrici provvederanno al deposito formale delle firme, occasione che servirà anche come momento di analisi del percorso collettivo della Campagna e indicazione dei “prossimi passi”. Andare ben oltre le 50.000 firme richieste come quorum è importante, perché ogni sottoscrizione in più non è superflua: più alto sarà il numero, più forte sarà il mandato politico e il peso della proposta nel momento in cui sarà discussa in Parlamento. Un ampio consenso popolare rende più difficile ignorare o accantonare il tema e può confermare che la proposta di una difesa civile non armata e nonviolenta ha radici profonde nella società. Per questo l’appello a firmare e a far firmare anche in questi ultimi cinque giorni resta più essenziale che mai. Siamo di fronte a un tema basilare e trasformativo che le oltre 50.000 firme raccolte pongono all’attenzione dell’agenda politica, anche verso il 2027. Il risultato raggiunto consegna alla Campagna e a tutto il movimento per la pace uno strumento concreto per mettere la difesa civile nonviolenta sul tavolo del confronto pubblico e istituzionale. Con la prospettiva delle Elezioni del 2027, la proposta rappresenta un banco di prova su cui chiamare a pronunciarsi le forze politiche: destinare risorse alla prevenzione dei conflitti, alla mediazione e alla cooperazione, invece che alla sola crescita della spesa militare, è una scelta di campo che riguarda il futuro del Paese. Questo traguardo raggiunto (in maniera molto positiva) appartiene a una comunità vastissima. Un ringraziamento va anzitutto alle realtà locali di base e alle decine di coordinamenti territoriali che hanno sostenuto la campagna, e a quanti hanno dato spazio alla proposta in numerosissimi eventi, festival e campeggi. Un grazie alle organizzazioni del terzo settore, agli enti di servizio civile e alle ONG che hanno affiancato l’iniziativa; alle decine di Comuni, ai sindaci e ai consiglieri comunali che hanno approvato delibere a sostegno della difesa popolare nonviolenta e dei corpi civili di pace; alle parrocchie, alle case del popolo, ai comitati territoriali e a tutte le realtà che si sono aperte al confronto. Un riconoscimento va inoltre a quegli operatori dell’informazione che hanno avuto la sensibilità e la curiosità di dare voce alla campagna, e alle tante e ai tanti semplici cittadini che, con il passaparola personale o sui social, hanno contribuito a far circolare i contenuti e a invitare a firmare. È doveroso ricordare che i mesi iniziali sono stati i più difficili: anche solo far passare la notizia dell’esistenza della Campagna “Un’altra difesa è possibile” non è stato semplice, anche a causa dello scarso spazio riservato al tema da gran parte dei media mainstream. Se oggi si può festeggiare la valanga di firme arrivate negli ultimi giorni è perché un lavoro paziente e capillare portato avanti da centinaia di attivisti e organizzazioni, spesso in maniera invisibile, ha preparato il terreno: le sottoscrizioni raccolte in poco tempo sono il frutto di mesi di impegno diffuso e ostinato. A tutte e a tutti va la più profonda gratitudine delle organizzazioni promotrici".

(Foto Rete Pace e disarmo)

 

REDAZIONE 14 set 2026 13:39