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Brescia
di GIANNI E CRISTINA ARCHETTI 13 mag 2026 12:37

L'AI e le famiglie numerose cattoliche

Da anni stiamo assistendo al dibattito sull’intelligenza artificiale, argomento che coinvolge sempre di più i nostri figli, sia indirettamente che direttamente. Ho pensato di affrontare questa tematica per riuscire ad inquadrare meglio il problema I.A. e famiglie numerose, al di là dei vari modi di pensare o preconcetti che uno potrebbe avere sia di natura cattolica, progressista, politica o altro. Quando si vogliono affrontare tematiche di un certo impatto sociale (morali, antropologiche, ecc.) credo che il primo punto (definirei unico) sia capire dove sta la verità. In prima analisi dobbiamo capire cosa intendiamo con il termine Intelligenza.

L’enciclopedia Treccani potrebbe darci un aiuto: intelligènza (ant. intelligènzia) s. f. [dal lat. intelligentia, der. di intelligĕre «intendere»]. – 1. a. Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento...

L’intelligenza che l’uomo desidera è di possedere una abilità per raggiungere uno scopo (di solito economico), buono o cattivo che sia. Quello che interessa veramente l’uomo non è la Verità (lo vediamo sempre meglio nella nostra società con molteplici ideologie che ignorano la natura stessa della realtà arrivando addirittura a desiderare e quindi preferire una “realtà virtuale” alla verità). La conseguenza di questo modo di pensare è rendere la creatività umana inutile, rischiando pertanto un relativismo e nichilismo assoluto. Se l’uomo diventa inutile, allora non serve e questo lo stiamo già vedendo e lo vedremo sempre più: un esempio per tutti è la sostituzione nei posti di lavoro con più macchine (umanoidi) “intelligenti” per ridurre i costi.

Spesso l’uomo non sa capire cosa sia meglio per lui e non riesce a dare una spiegazione al suo senso d’essere, nella Genesi addirittura desidera essere come Dio per sapere come avvantaggiarsi “conoscendo il bene e il male” non per l’utilità di tutti ma per il proprio egoismo. Tendere a voler essere come Dio in sé non è una cosa sbagliata ma il problema reale è che l’uomo vuole sostituirsi a Dio per decidere, secondo i propri capricci, cosa è bene e cosa è male.

Mi chiedo cosa risponderebbe la “migliore” intelligenza artificiale se chiedessimo un parere su “cosa pensi della morte di Cristo sulla croce? È una cosa intelligente, utile, vantaggiosa?” I Padri della Chiesa dicono che neppure il demonio, il più astuto delle creature, ha capito cosa la morte di Cristo avrebbe comportato, altrimenti non lo avrebbe permesso! Capiamoci, chiedere quale sia la strada migliore da percorrere per arrivare a una destinazione è utilissimo, ma andare sulla croce non sarebbe consigliato da nessuna intelligenza umana e neppure artificiale e sicuramente da nessun navigatore satellitare. Un Dio che si lascia uccidere su di essa è impensabile. Questa “follia” di Dio forse ci può aiutare a comprendere che la cosa più intelligente talvolta può essere (per l’uomo) la cosa più stupida da fare (esempio porgere l’ altra guancia…).

Cosa risponderebbe l’intelligenza artificiale alla domanda se è intelligente rimanere aperti alla vita magari avendo già tre o cinque o, udite udite, dieci figli? La risposta, pertanto, non potrà mai essere tecnica, non possiamo affidare le nostre vite e quelle dei nostri figli a dei circuiti elettrici o formule o algoritmi matematici, ma solamente una risposta spirituale/morale/sociale! Il problema sarà quando il potere sociale, politico, economico supportato da “I.A.” deciderà di vietare la possibilità di procreare perché “sistema non intelligente e dispendioso per la società” (cosa per altro già avvenuta nei paesi asiatici). Alla fine l’uomo diventerà una pedina inutile e svantaggiosa perché spesso le sue decisioni sono sbagliate e pertanto non intelligenti. Nell’efficienza mondiale non servono gli inefficienti, meglio che decida per tutti un ente supremo “infallibile, intelligente, il sapiente, che sa cosa è bene e cosa è male”. Per l’uomo il vero pericolo sarà sostituire DIO con I.A.!

Le nostre famiglie con molti figli sono e saranno sempre di più una luce per tutta la nostra società anche se giudicate spesso poco “intelligenti” ma, proprio per questo, segno di contraddizione e allo stesso tempo di speranza per tutti. L’esistenza di una famiglia numerosa interroga seriamente quelli che ci vedono: “se non è una cosa intelligente perché rimangono aperti alla vita rischiando spesso una precarietà sociale?” Perché vedendo questo “scandalo” capiscano che le prediche non servono più, servono testimoni!

Per capire a cosa tutti sono chiamati, non ci vuole tanta intelligenza ma tanto cuore (fede) che permetterà anche a noi e alla nostra intelligenza di comprendere a quale storia Dio ci ha chiamati con i nostri numerosi figli.

GIANNI E CRISTINA ARCHETTI 13 mag 2026 12:37