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Milano
28 mag 18:59

Al card. Re il premio Rosa Camuna

"La Lombardia è tornata finalmente a celebrare quest’anno in presenza la festa del suo popolo, dei suoi cittadini e dei suoi Comuni, e il valore di questa celebrazione insieme al riconoscimento che l’istituzione regionale vuole tributare ai propri cittadini assumono un significato particolare in questo momento di ripresa e di rilancio dopo le restrizioni causate dalla pandemia. Nel simbolo della Rosa Camuna ritroviamo infatti le radici più vere e profonde della comunità lombarda, che si identifica intorno ai valori del saper fare, dell’agire concreto e della solidarietà: questi sono da sempre i caratteri distintivi dei lombardi e ancora di più i lombardi li hanno dimostrati in questi difficili mesi. La Lombardia può e deve ora guardare al futuro con fiducia e ottimismo, consapevoli che il nostro tessuto sociale è sano e vitale, come ci testimoniano anche i premiati di quest’anno. La vera forza della Lombardia sono i suoi cittadini".

Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi che questo pomeriggio, insieme al Presidente della Giunta regionale Attilio Fontana, ha presieduto a Palazzo Lombardia la cerimonia di consegna del Premio Rosa Camuna

La Commissione di Giuria, presieduta dal Presidente Fermi, ha convenuto unanimemente di assegnare il Premio Rosa Camuna:

alla memoria dell’Ambasciatore Luca Attanasio, ucciso a febbraio in un attentato in Congo, con la seguente motivazione: “Al servizio delle istituzioni fino al sacrificio della sua vita. Per le attività umanitarie per favorire lo sviluppo e il progresso delle popolazioni africane che lo hanno reso un esempio anche per le giovani generazioni. L’infaticabile ed appassionato impegno resteranno come modello per tutto il nostro Paese. Il 5 settembre 2017, a soli 40 anni, si è insediato come capo missione a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, alla cui guida è stato poi riconfermato come Ambasciatore straordinario. E’ stato Presidente Onorario della Associazione Mama Sofia fondata dalla moglie e che ha come scopo quello di portare sollievo alla popolazione più in difficoltà nella Repubblica Democratica del Congo, in particolare donne madri e bambini. Attanasio è il primo Ambasciatore italiano ad essere ucciso nell'adempimento delle sue funzioni”


al Cardinale Giovanni Battista Re con la seguente motivazione: “Nonostante una carriera di altissimo livello, ha sempre conservato un grande attaccamento alle sue radici montane e un profondo senso di appartenenza al territorio camuno. Ha portato in terra camuna Papa Giovanni Paolo II che fece visita a Borno per la recita dell’Angelus il 19 luglio 1998. Grazie alle sue particolari attitudini e spiccate virtù, ha compiuto un percorso personale prestigioso, raggiungendo i massimi vertici ecclesiastici, recando gioia ed orgoglio a tutta la comunità camuna. Uomo di fede profonda, cittadino attento e premuroso con tutti, si esprime con franchezza interagendo e rapportandosi con umiltà, semplicità di modi e grande disponibilità”
Giada Carla Lonati direttrice di VIDAS con la seguente motivazione: “L'associazione VIDAS che si prende cura dei malati inguaribili ha garantito assistenza anche in questo anno di pandemia senza fermarsi, curando oltre 2000 malati nelle case e negli hospice Casa Vidas e Casa Sollievo Bambini, alleviando la solitudine e dando risposte concrete a famiglie che altrimenti si sarebbero rivolte a strutture sanitarie già in grave emergenza. La direttrice Lonati ha coordinato il lavoro di più di 100 operatori e lei stessa, medico palliativista, ha visitato i pazienti senza risparmiarsi e sostituendo colleghi malati”.


Confartigianato Imprese Bergamo con la seguente motivazione: “Durante la grave emergenza è stata contattata per mettere a disposizione alcuni cartongessisti da impiegare nella costruzione dell'ospedale ANA di Bergamo. All'appello hanno risposto oltre 250 artigiani ed è iniziata una collaborazione che ha portato a realizzare l'Ospedale in tempi brevissimi con un risultato di solidarietà che è conosciuto da tutti”


all’Associazione Sportiva Dilettantistica Briantea 84 di Cantù con la seguente motivazione: “Squadra di basket di grandi atleti in carrozzina. Da oltre 35 anni raggiungono successi fra cui 7 campionati italiani e 7 Coppe Italia, cui si aggiungono 3 Coppe Vergauwen e una Brinkmann Cup. Sono 150 atleti fra gli 8 e i 30 anni che praticano pallacanestro, nuoto e calcio. “Lo sport non ha limiti” è il loro motto e dal 1984 sono impegnati a dimostrarlo”

Una menzione speciale è stata consegnata alla memoria di don Roberto Malgesini, ucciso lo scorso mese di settembre a Como da una delle persone a cui prestava cura e assistenza.


28 mag 18:59