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Milano
di VITTORIO BERTONI 06 mar 2026 15:56

Lombardia per le donne: un nuovo bando

Non dover più scegliere: tra il lavoro e un figlio, tra una carriera e la cura di un genitore, tra il proprio futuro e quello della propria famiglia. In Lombardia, troppo spesso, per le donne questa scelta è ancora una realtà quotidiana. Dietro numeri che parlano chiaro: oltre una donna occupata su tre lavora part-time e, nella maggior parte dei casi, non è una scelta ma una necessità. La necessità di prendersi cura. Dei figli, dei genitori, di chi ha bisogno. E quando il peso diventa troppo grande, molte donne fanno un passo indietro. Lasciano il lavoro. Ogni anno migliaia di lavoratrici lombarde escono dal mercato dopo la maternità o per assistere un familiare malato. In oltre l’80% dei casi di dimissioni per motivi familiari sono proprio le donne a rinunciare. È da questa consapevolezza che nasce “Lombardia per le donne”, il nuovo bando di Regione Lombardia che prevede un contributo fino a 400 euro al mese per un anno, destinato a rimborsare le spese già sostenute per servizi di baby-sitting, educazione, assistenza e cura. Una misura concreta, ma soprattutto un segnale politico e culturale forte, voluto dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi, che ha scelto di mettere al centro il valore del lavoro femminile e il diritto alla libertà di scelta.

“Questo provvedimento - spiega l'assessore - nasce da una scelta politica chiara: non accettare che il prezzo della cura ricada quasi esclusivamente sulle donne. In Lombardia troppe lavoratrici sono ancora costrette a ridurre l’orario, rinunciare a opportunità di crescita o addirittura lasciare il lavoro quando diventano madri o quando un familiare si ammala”. Il contributo è pensato proprio per sostenere chi sta cercando di costruire o ricostruire il proprio percorso professionale. È destinato alle donne residenti in Lombardia con un ISEE fino a 50.000 euro che abbiano avviato o ripreso un’attività lavorativa da meno di 180 giorni. Possono accedere lavoratrici dipendenti, autonome, professioniste e imprenditrici con partita IVA, ma anche chi ha trasformato il proprio contratto da part-time a full-time negli ultimi sei mesi. Un sostegno che guarda alle famiglie reali: madri con figli fino a 14 anni (18 in caso di disabilità) o donne che assistono un coniuge o un familiare convivente con disabilità. Le spese rimborsabili comprendono servizi di baby-sitting, centri estivi, educazione, assistenza e cura, purché documentati e attivati con contratti regolari, agenzie o cooperative. Ma dietro questa misura non c’è soltanto un intervento economico. “Con ‘Lombardia per le donne’ vogliamo rompere un meccanismo silenzioso, ma profondamente ingiusto. È un sistema che impoverisce le famiglie e priva il mondo del lavoro di competenze ed esperienza preziose”. Per questo la misura rappresenta anche una visione: una Regione che non lascia sole le donne nei momenti più delicati della vita.

“Non è solo welfare - conclude l'assessore - è un investimento sulla dignità del lavoro femminile e sulla libertà di scelta. Senza servizi non c’è reale parità, e senza parità non c’è sviluppo. Una donna che resta nel lavoro è una risorsa per sé stessa, per la propria famiglia e per l’intera comunità lombarda”. Un messaggio forte alla vigilia della Giornata internazionale della Donna: la parità non è uno slogan, ma una responsabilità concreta delle istituzioni. E passa anche da qui: dal permettere alle donne di non dover più scegliere tra ciò che amano e ciò di cui si prendono cura. Per informazioni scrivere a: lombardia_donne@regione.lombardia..it.

VITTORIO BERTONI 06 mar 2026 15:56