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Milano
di REDAZIONE 23 mar 07:57

Fontana azzera Aria, ma i disagi restano

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Il presidente della Regione ha annunciato ieri la rimozione del consiglio di amministrazione della società chiamata a gestire l'organizzazione della campagna vaccinale in Lombardia, ma sono ancora tanti i disagi patiti dai cittadini

Con una breve comunicazione il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana gha dato notizia ieri della rimozione del consiglio di amministrazione della società Aria srl, responsabile dei gravi disservizi che la campagna vaccinale anticovid sta registrando in tante parti del territorio vaccinale. Per il governatore il malfunzionamento del sistema di prenotazione e convocazione dei cittadini presso gli hub vaccinali, attività in capo proprio alla srl fortemente voluta proprio dallo stesso Fontana e dall’assessore al bilancio Caparini, finirebbe con l’allungare ombre preoccupanti sull’intera campagna vaccinale in corso in tutta la regione. Fontana ha annunciato, poi, che tutte le operazioni di prenotazione passeranno a una piattaforma gestita dalla Poste, passaggio su cui sempre nel pomeriggio di ieri il commissario per la campagna vaccinale della Lombardia Guido Bertolaso si è pronunciato, affermando che l’operazione potrebbe comportare qualche disagio e conseguenti disservizi.

La scelta del governatore Fontana non serve però a risolvere la situazione di incertezza in cui versano nel Bresciano tanti cittadini, soprattutto insegnanti, che già in possesso di un appuntamento, si sono trovati dalla sera alla mattina con la data del vaccino precedentemente riportata sul fascicolo sanitario elettronico cancellata e con risposte vaghe da parte degli operatori del numero verde regionale attivato per la campagna vaccinale. A questa situazione di disagio si somma quella di tanti ultra 80enni ancora in attesa di essere convocati, di alcune rsa in cui la campagna sugli ospiti, di sms che arrivano a ogni ora del giorno e della note con pochissimo preavviso rispetto all’orario indicato per la vaccinazione e quelli di cittadini che vengono indirizzati a centri vaccinali che distano decine e decine di chilometri dalla propria residenza. Il tutto senza dimenticare gli episodi “limite” come i casi registrati nel cremonese con centri vaccinali deserti per la mancata convocazione dei cittadini o quello del comune della Bergamasca in cui è stato chiesto al parroco di dare tra gli avvisi alla fine della messa quello che presso il centro vaccinale di riferimento per il territorio erano disponibili vaccini…

Insomma, al di là delle prese di posizione politiche è indubbio che nella campagna vaccinale regionale c’è qualcosa che non gira al meglio, come confermano anche i numeri, alti in valore assoluto rispetto ad altre regioni, ma bassi in relazione al numero di abitanti della Lombardia.

E mentre si registrano questi problemi e il governatore cerca risposte, non si placa la polemica politica. Alla polemica nei giorni scorsi tra il sindaco Del Bono che lamentava la lentezza e i limiti della campagna, e l’assessore regionale Fabio Rolfi e altri esponenti del centro destra, si è aggiunta ieri quella che tra le forze di minoranza che siedono in consiglio regionale e il presidente del parlamento lombardo Alessandro Fermi. Alla richiesta di convocazione urgente chiesta per dibattere del Piano vaccini anti Covid-19, con particolare riferimento al funzionamento dei sistemi informativi per la campagna vaccinale gestiti da Aria, richiesta che il presidente ha rigettato perché, si legge in una nota diffusa dallo stesso Fermi “mancante dei requisiti stabiliti dall’art. 54 comma 2 del Regolamento generale, che prevede che la richiesta debba pervenire da almeno quindici Consiglieri regionali, l’indicazione degli argomenti che si intendono porre all'ordine del giorno e dei testi relativi a detti argomenti. Inoltre per la data indicata, non sarebbe possibile rispettare nemmeno i termini ridotti di convocazione di cui al comma 3 del medesimo articolo. La richiesta non può quindi essere accolta”. Fermi si è però dichiarato disponibile a invitare il Presidente della Giunta regionale a svolgere, nel corso della seduta ordinaria già prevista per martedì 30 marzo, una comunicazione all’Assemblea sulla quale si potrà aprire il dibattito”.

REDAZIONE 23 mar 07:57