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Milano
di ELISA PELLEGRINELLI 20 mag 08:55

L'ANA raccontata dal presidente Turrini

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Il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Brescia Giambattista Turrini ha raccontato alla redazione della Voce l’esperienza dell’adunata di Milano, celebrata dal 10 al 12 maggio. Focus del discorso sono state anche le prospettive per il futuro dell’ANA e la possibilità di un'adunata a Brescia nel 2021

A cento anni dalla fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) qual è il senso della celebrazione dell’adunata?

La scelta della città è dovuta al fatto che l’ANA festeggiasse il suo centenario dalla fondazione e dal fatto che è nata proprio a Milano. È stata una scelta dovuta, anche se non condivisa da tutti perché è risaputo che Milano, essendo molto grande, è dispersiva e quindi non ha quel calore tipico delle città medio-piccole dove gli alpini invadono e coprono tutta la città. È stata però una bella adunata ed il senso è quello di celebrare cento anni di impegno da parte dell’Associazione, che col passare degli anni non è mai venuto meno. I nostri padri e nonni hanno profuso il loro impegno per difendere la patria e coloro che li hanno sostituiti si sono impegnati in altre iniziative, soprattutto nel campo della solidarietà.

Nei giorni di Milano qualcuno ha affermato che gli alpini sono più amati dai territori locali che dalle istituzioni centrali. Condivide questa affermazione? 

Sì, sicuramente. E lo dimostra il fatto che, insieme a noi, hanno sfilato decine di sindaci perché è evidente che gli alpini sono molto legati al territorio e alle loro comunità. Infatti la nostra opera, pur essendo rivolta anche alla comunità nazionale, si occupa maggiormente di comunità locali. C’è quindi questo legame fortemente radicato al territorio.

Da tempo si parla anche di un possibile ritorno dell’adunata nazionale degli alpini a Brescia. Secondo lei i tempi sono maturi?

Noi ci speriamo e siamo infatti candidati ufficialmente all’assegnazione dell’adunata nazionale del 2021. Sappiamo che non sarà facile perché, oltre a Brescia, sono candidate altre tre città che sono Alessandria, Matera e Udine. La scelta verrà fatta tra i mesi di settembre e ottobre e a giugno una commissione verrà a Brescia a verificare se ci sono le premesse per celebrare qui l’adunata. Ci tenevo poi a sottolineare che l’adunata di Brescia è stata richiesta congiuntamente dalle tre sezioni bresciane di Brescia Città, Montesuello Salò e Valle Camonica. Quindi, con gli altri due presidenti delle sezioni, abbiamo sottoscritto la richiesto in modo tale che non sia solo l’adunata di Brescia, ma l’adunata degli Alpini della terra bresciana.

Da tempo, con la sospensione della leva obbligatoria, vi state interrogando sul futuro dell’associazione. Come vedete il vostro domani?

Purtroppo, con la sospensione della leva obbligatoria, siamo stati penalizzati enormemente poiché i nostri organici invecchiano e non abbiamo il ricambio alle spalle. Nonostante ci siano tentativi d’inserimento altre persone che condividano i nostri ideali, non c’è una grande corsa al reintegro dei nostri organici. Noi come sezione di Brescia siamo tra i pochissimi ad aver fatto la scelta di non inserire coloro che non hanno effettuato servizio militare nelle truppe alpine.

 A Milano si è parlato del tema di un servizio, limitato nel tempo, obbligatorio per i giovani. Cosa ne pensa?

Come sezione condividiamo questa proposta, poiché miriamo ad un ritorno della leva obbligatoria. Riteniamo che il servizio militare sia estremamente importante per la formazione dei nostri giovani. Per noi alpini è stato una scuola di vita. Quindi un servizio, che possa anche essere civile, ma che abbia comunque un’impostazione militare, sarebbe auspicabile, perché insegnerebbe ai giovani i valori della disciplina e del rispetto nei confronti delle autorità. 


ELISA PELLEGRINELLI 20 mag 08:55