lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Città del Vaticano
di EDOARDO GIRIBALDI - VATICAN NEWS 28 ago 2026 06:15

Le dipendenze sono un fallimento disumano

Ascolta

Nel suo discorso ai partecipanti all’incontro promosso dalla Pontificia Commissione per l’America Latina sulle situazioni di dipendenza nel continente, Leone XIV richiama la necessità di fornire risposte integrali al problema, quali una giustizia “dal volto umano” e un accompagnamento pastorale senza la pretesa di competere con neuroscienze, psichiatria o sanità pubblica.

Il fallimento di un “mondo disumanizzato” dalle droghe. Perché il volto di chi cade nell’incubo delle dipendenze snatura sé stesso e i propri legami, costringendo ai margini. Da qui la necessità di riaccompagnare al centro, attraverso una giustizia “dal volto umano” e l’equilibrato connubio tra assistenza scientifica e accompagnamento pastorale. Diventando casa. Sono questi i temi toccati da papa Leone XIV nel discorso rivolto ai partecipanti all’incontro promosso dalla Pontificia Commissione per l’America Latina sulle situazioni di dipendenza nel continente.

Un argomento, quello delle dipendenze, sul quale il Papa ha proposto una riflessione alla luce della fede, con particolare attenzione ai giovani. “La sofferenza dei giovani – ha ricordato - ci chiede risposte integrali: prevenzione comunitaria, assistenza scientifica, giustizia dal volto umano e accompagnamento pastorale prossimo. Il nostro contributo deve essere orientato alla cura, alla presenza e alla ricostruzione del tessuto comunitario.

Sono quattro i “ponti” di collaborazione che il Pontefice individua e invita a promuovere nell’ambito della prevenzione. Il primo è quello tra la Chiesa e gli organismi internazionali, “poiché nessuno può affrontare da solo il problema delle droghe”. L’evento in Vaticano di questi giorni ha infatti contemplato la sinergia tra diversi organismi, oltre alla Pontificia Commissione per l’America Latina e a quella per la Vita: il Consiglio Episcopale Latinoamericano e Caraibico (Celam), l’Organizzazione degli Stati Americani (Oea), ma anche la Pastorale latinoamericana di accompagnamento e prevenzione delle dipendenze (Plapa), la Commissione interamericana per il controllo dell'abuso di droghe (Cicad) e l’Ufficio per gli Affari internazionali relativi alla droga e all’applicazione del diritto degli Stati Uniti (Inl).

Il secondo collegamento ricordato è quello tra scienza e fede. “La Chiesa – sono state le sue parole - non interviene nella problematica delle droghe con la pretesa di competere con le neuroscienze, la psichiatria o la sanità pubblica, o di occuparne il posto; ma cerca di illuminarla, a partire dal Vangelo, con una comprensione integrale della persona umana”.

Il terzo legame unisce la Chiesa pellegrina con i diversi continenti. L’iniziativa della Pontificia Commissione per l’America Latina, infatti, pur concentrandosi sulle questioni di uno specifico continente, ha raccolto persone provenienti da centri di accompagnamento, prevenzione, recupero e integrazione per giovani, fondati sulla fede e presenti in Asia, Africa, Europa e America. Il quarto ponte, infine, è quello ecumenico. La comunità cattolica, afferma Leone XIV, si adopera insieme alle altre realtà ecclesiali a sostegno di quanti soffrono, trovando nella fede un linguaggio comune ed eloquente “per accompagnare e integrare i giovani nei loro bisogni e nei loro sogni”.

Tutto il lavoro svolto, tuttavia, converge in un’unica istituzione: la famiglia. Il Papa ricorda la definizione che le ha dato il Concilio Vaticano II, quella di “Chiesa domestica”, ovvero luogo in cui la vita viene coltivata, custodita e orientata al futuro. “Non esiste prevenzione migliore contro le droghe di una buona famiglia”, ha ricordato Leone XIV.

Alla luce del dolore provocato dai nuclei spezzati dal consumo di droga e da ciò che ne può conseguire – violenza, reclutamento criminale, povertà, mancanza di opportunità – il Pontefice ha chiesto di ritornare a fare della Chiesa la “casa e la scuola della comunione”, come auspicato da san Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte.

Infine, dal Papa è arrivata ’esortazione a non "passare oltre", a costruire una Chiesa che si comporta come il samaritano prossimo all’uomo caduto. “Vorrei esprimere un desiderio – sono state le sue ultime parole - che la Chiesa sia la famiglia di tutte le persone che sono rimaste ai margini del cammino”.

Foto Vatican News

EDOARDO GIRIBALDI - VATICAN NEWS 28 ago 2026 06:15