Questa terra è per tutti
“Parlare di pace in questo momento mi sembra qualcosa di certamente desiderato, ma non ancora reale. Tuttavia dobbiamo continuare a insistere e a cercare insieme una strada”. Con queste parole il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ha presentato, ieri sera a Gerusalemme, il Forum permanente ‘Within Your Gates: The Forum for the Universal Vocation of Jerusalem’, promosso in collaborazione con il Centro accademico dell’Università di Notre Dame a Gerusalemme. Pizzaballa ha spiegato, a margine dell’incontro, che il nuovo organismo non nasce per aggiungersi semplicemente alle numerose associazioni, gruppi e movimenti che già si occupano di Gerusalemme e del dialogo. L’obiettivo è piuttosto quello di “offrire un contesto stabile di confronto e di riflessione, capace di affrontare, a partire da Gerusalemme, le questioni che segnano profondamente e spesso dolorosamente la vita degli abitanti della Città Santa e dell’intera Terra Santa”.
“Lo scopo del Forum – ha affermato – è creare le condizioni per una diversa narrativa, aiutare a costruire un linguaggio e una visione che possano un giorno aprire la strada alla pace”. Per il Patriarca, infatti, la pace non può essere costruita soltanto attraverso interventi umanitari, pur indispensabili, ma anche mediante “un lavoro culturale, educativo e accademico che aiuti a comprendere la realtà e a immaginare prospettive nuove”. Tra gli ostacoli principali al cammino di riconciliazione, Pizzaballa ha individuato le narrative contrapposte che dominano il dibattito pubblico, l’odio profondo e la sfiducia reciproca tra le popolazioni, ma anche il diffuso senso di perdita che porta molti a chiudersi nella difesa esclusiva della propria identità e della propria memoria. “Esiste un rifiuto di tutto ciò che non appare come una garanzia della propria storia e della propria appartenenza”, ha osservato.
In questo contesto, reso ancora più teso dalla campagna elettorale israeliana, il Patriarca ritiene essenziale creare spazi di dialogo alternativi rispetto alla polarizzazione politica. “Proprio perché il linguaggio pubblico appare oggi sempre più radicalizzato, è necessario dar vita a contesti diversi ma sereni, dove posizioni differenti possano incontrarsi e confrontarsi in modo nuovo”. Una necessità che emerge anche di fronte alle dispute sull’identità dei luoghi, sui nomi e sulle memorie storiche che ciascuna comunità rivendica come fondative della propria presenza sul territorio. “Non cambieremo il mondo, non cambieremo la società e non risolveremo tutti i problemi”, ha riconosciuto il patriarca. Tuttavia il Forum vuole offrire il proprio contributo come “una presenza discreta, chiara e, se necessario, anche fastidiosa”, capace di ricordare a tutti un principio fondamentale: “Questa terra è per tutti. Dobbiamo ascoltare tutti – ha ribadito il Patriarca – restando ben radicati in questa realtà, dolorosa ma anche ricca di opportunità”.