lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Repubblica Democratica del Congo
di MARCO CHECCHINI 08 giu 2026 10:39

Un appello dalla Repubblica Democratica del Congo

È la diciassettesima volta che il Paese africano si ritrova ad affrontare l’ebola, la chiesa e le Caritas sul territorio si sono subito mobilitate per attuare misure preventive, sensibilizzazione e sostegno ai malati e ai familiari. Finora la Repubblica Democratica del Congo è riuscita a circoscrivere la diffusione del virus derivante dal ceppo “Bundibugyo”, anche grazie alla collaborazione con organizzazioni internazionali e non governative.  Padre Edouard Makimba Milambo, segretario esecutivo di Caritas Congo, evidenzia al “Sir” i progressi ottenuti grazie alla collaborazione tra governo, Oms e Organizzazioni non governative, ma avverte persistono nuovi contagi, sfollamenti e diffidenza delle comunità.

I timori per la salute si mescolano ad un sentimento di indignazione nei confronti delle autorità internazionali e nazionali, ritenute incapaci di prevenire il ritorno dell’epidemia, ciò non facilita il coinvolgimento delle comunità nelle misure preventive contro l’epidemia, specialmente nelle aree rurali. Questa sensazione, esasperata anche dalle restrizioni di viaggio imposte da alcuni paesi tra cui gli Stati Uniti, appare come un’ingiustizia con conseguenze socioeconomiche negative, rendendo la popolazione congolese preoccupata ed esasperata di fronte a questa 17° epidemia di ebola.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha reso noto che entro due o tre settimane sarà avviata la sperimentazione di un antivirale che riduce il rischio di sviluppare Ebola nelle persone che hanno avuto contatti con persone malate, E chiede ai Paesi come gli Stati Uniti e i paesi limitrofi di revocare le severe restrizioni di viaggio e chiusura delle frontiere poiché stanno interrompendo le catene di approvvigionamento e ostacolando la risposta all’emergenza. Ad oggi i casi confermati sono saliti a 344, con 60 decessi ma si riduce a 116 il numero di casi sospetti, finora 6 persone sono guarite dall’ebola racconta padre Edouard Makiba Milambo.

Le strategie di risposta stanno mostrando risultati incoraggianti: sei sono i pazienti che sono stati guariti fino al 31 maggio, grazie all’inaugurazione del centro di trattamento per l’ebola “Cme rwampara” al quale sono state consegnate diversi rifornimenti, tra cui dispositivi di protezione, kit di isolamento e materiale wash, ovvero acqua, servizi igienico-sanitari e prodotti igienici personali. Inoltre, sono stati istituiti laboratori mobili e centri di transito presso le comunità colpite di modo da circoscrivere il più possibile l’epidemia. Tuttavia, questi progressi rimangono fragili a causa della persistenza di nuovi casi, della diffusione transfrontaliera, della presenza di gruppi armati e dei massicci spostamenti di popolazione, la cui diffidenza nei confronti delle squadre mediche complica la sorveglianza e l’isolamento.

L’Ebola si sta diffondendo in alcune province già duramente colpite dal conflitto e dall’occupazione del Movimento M23, questo complica ulteriormente la lotta contro l’epidemia, specialmente nella provincia di Ituri in cui sono presenti diversi campi per sfollati, sebbene non siano ancora stati segnalati casi al loro interno la diocesi di Bunia continua a sensibilizzare la popolazione, ma non dispone delle risorse finanziarie necessarie per attuare misure di prevenzione adeguate. Questi campi per sfollati, sia a Ituri sia a Goma, rimangono esposti ad un rischio preoccupante, se l’ebola dovesse penetrarvi, sarebbe una catastrofe di difficile gestione. Alla luce delle enormi carenze esistenti quali mancanza di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari, insufficienti forniture per l’igiene personale e comunitaria oltre che insufficienti materiali all’educazione e sensibilizzazione sanitaria, la Caritas Congo ha redatto un documento programmatico che delinea le proprie esigenze, stimate in 5 milioni di dollari. milioni di dollari.

MARCO CHECCHINI 08 giu 2026 10:39