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di PAOLA ZINI 10 nov 2022 15:09

Apprendere tutta la vita

L’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani sostiene che “ogni individuo ha diritto all’educazione”, mettendo così in luce come questa sia un diritto fondamentale e universale per tutta la vita. Il Life long learning (Lll), l’apprendimento lungo il corso della vita, tuttavia, non è solo un diritto, è una risorsa cruciale per affrontare l’incertezza sociale ed economica che contraddistingue il nostro tempo e quello futuro.

Numerose, infatti, sono le sfide poste dalla complessità della modernità, dalla crisi climatica al cambiamento tecnologico e demografico, oltre a quelle poste dalla pandemia di Covid-19 e dalle disuguaglianze che ha esacerbato. Il Life long learning rappresenta uno strumento per fronteggiare tali sfide. La comunità globale si sta rendendo conto del fatto che investire nell’apprendimento lungo tutta la vita promuove la cittadinanza attiva, migliora l’occupabilità, favorisce la salute e il benessere delle persone e rende le comunità più coese. In altre parole, il Lll risulta per ogni Paese un imperativo economico, sociale, politico e ambientale, fornendo un importante contributo allo sviluppo sostenibile, alla riduzione delle disuguaglianze e al miglioramento della vita civica e comunitaria. Le istanze socio-culturali di oggi sollecitano lo sviluppo di un apprendimento diffuso, un apprendimento continuo, auto diretto, che renda capaci di anticipare condizioni nuove e di cambiare continuamente, evitando il rischio dell’obsolescenza.

Tale apprendimento diffuso permette alle persone di affrontare le molteplici transizioni che esse si troveranno a vivere nel corso della loro vita. Si pensi, in tal senso, a come durante il proprio percorso professionale il lavoratore debba gestire cambiamenti di contesti, luoghi, contenuti e forme del lavoro. Queste modifiche spesso sono impreviste e contrassegnate dall’incertezza, e, per farvi fronte, il lavoratore ha bisogno di sviluppare e avvalorare il proprio patrimonio di conoscenza. Ha bisogno, in altri termini, di continuare ad apprendere. L’apprendimento, dunque, è una opportunità, strumento per promuovere l’occupabilità, l’inclusione sociale e la partecipazione attiva dei soggetti alla vita economica, sociale e politica.

Per favorire l’apprendimento continuo è necessario un approccio olistico, che comprenda tutti i settori e che consideri i vari contesti di apprendimento, compreso quello informale, che riguarda le attività della vita quotidiana legate lavoro, famiglia, volontariato e tempo libero. Sono da promuovere le learning cities, le città che apprendono, estendendo la centralità dell’apprendimento e della formazione al di fuori e al di là delle agenzie educative.

PAOLA ZINI 10 nov 2022 15:09