lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di GIOVANNI PALAMINI 29 gen 2026 09:28

Come profumo e ossigeno per la Chiesa

Quando cammino per strada, soprattutto in primavera o in autunno, a volte mi capita di trovarmi improvvisamente avvolto da un’aura profumata e di non saper trovare la fonte del profumo. Allora mi metto a osservare alberi, cespugli, prati, fiori e l’ambiente circostante e, se riesco a scoprire la sorgente, mi accosto e mi faccio domande, o le rivolgo a chi fa parte di quell’habitat, sulla natura, sul nome e sul significato del fiore, dell’albero o del frutto che emana tale profumo. Scopro sempre qualcosa di nuovo e trovo opportunità di arricchirmi di nuove conoscenze sulla natura, sul suo significato e su come erbe, fiori, frutti, foglie, radici e alberi possano migliorare il tenore di vita se rispettati e utilizzati nel rispetto delle loro proprietà naturali. A volte certe forme di vita vegetale, a causa dell’incuria o della mancanza di rispetto per l’ambiente da parte dell’uomo, scompaiono, ma la natura si rifà producendo qualcosa di nuovo, suscitando estrema meraviglia. Credo che la presenza della vita consacrata oggi sia un po’ come i profumi della natura. Nella Chiesa ci sono tanti tipi di vocazioni e tutte con la stessa dignità, fondata sulla figliolanza divina, così come tutte le piante e i fiori, al di là della loro esterna bellezza, hanno lo stesso valore e hanno una loro specifica utilità. Tuttavia, come in natura ci sono alberi, fiori, frutti e radici che, per il loro profumo, attraggono più degli altri l’attenzione, così nella Chiesa alcune vocazioni sono più riconoscibili ed evidenti di altre come segno della vita cristiana. Sono come il profumo di certi fiori che attrae, incuriosisce e sono maggiormente in grado di far conoscere la sorgente del profumo della loro vita: Cristo Signore. San Paolo ai cristiani di Corinto dice: “Dio ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza! Noi siamo, infatti, dinnanzi a Dio il profumo di Cristo” (2Cor 2,14-15).

Ogni fiore, ogni albero, ogni radice, ogni foglia, ogni prato ha il suo profumo, tuttavia qualcuno in maniera più sensibile, più fragrante, più olezzante. Così ogni cristiano è stato unto con l’olio profumato del crisma, e quindi “profuma di Cristo”, ma qualcuno più di altri ha coltivato la Sua presenza, lasciando che, attraverso la chiamata del Signore, la sua vita si legasse totalmente a Lui: questa intima unione gli permette di emanare con più potenza e fragranza il profumo del Cristo e di essere così segno vivo della presenza di Dio nel mondo. Questo avviene grazie alla consacrazione attraverso i consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, la fraternità vissuta in comunità di vita, le opere di carità che il carisma della vita consacrata e dei diversi carismi che lo Spirito Santo in essa suscita, la Parola annunciata e vissuta, la carità condivisa. Questo profumo è la grazia dello Spirito che Dio ha affidato alla Chiesa e nella vita consacrata trova un contenitore particolarmente adatto, che attira gli uomini a Gesù Cristo e offre loro la possibilità della salvezza. Ecco perché siamo certi che il Signore non lascerà mancare alla Chiesa il dono della vita consacrata. Anche se alcuni carismi si spegnessero per volontà umana o per volontà di Dio, anche se cambiassero le forme della sua presenza, perché il mondo muta e, insieme con lui, i bisogni degli uomini e delle società… e l’olfatto spirituale degli uomini e delle donne di oggi si trasformasse, lo Spirito continuerà a suscitare nuovi carismi, nuove modalità di vivere la vita consacrata, nuovi modi di far cogliere il “profumo di Cristo”. Ci sarà sempre una forma di vita consacrata in grado di suscitare le domande di vita nell’uomo; così, grazie alla testimonianza della vita consacrata e alla Parola, alla carità e ai sacramenti a cui essa lo accompagna, l’uomo potrà sempre trovare la sorgente del vero profumo, che è Cristo, capace di contrastare l’odore acre della violenza, della guerra, dell’ingiustizia che attanaglia il mondo e scoprire in Cristo il profumo della vita vera e della salvezza, che apre all’eternità. Papa Leone, rivolgendosi ai consacrati nel Giubileo del 2025, così affermava: “Per essere veramente felice, l’uomo ha bisogno di esperienze d’amore consistenti, durature, solide, e voi, con l’esempio della vostra vita consacrata, come gli alberi rigogliosi di cui abbiamo cantato nel Salmo responsoriale (cfr. Sal 1,3), potete diffondere nel mondo l’ossigeno di tale modo di amare”.

GIOVANNI PALAMINI 29 gen 2026 09:28