Il mondo con gli occhi di Pietro
Ho scelto questo quadro di Pietro (artista autistico che espone nel corridoio centrale della Fondazione Poliambulanza fino al 31 marzo) per unire insieme le due feste, delle donne e dei papà, che si celebrano a pochi giorni di distanza. La violenza su questo volto di donna è marcata e sfigurante, colante da ciò che sembra trucco, ingigantita dagli occhi sformati che guardano ma non vedono, accentuata dalle poche linee del volto che assommano paura e non senso, quasi senza più distinguere se i tratti siano maschili o femminili, perché le tracce nere della forza rincorrono e coprono quelle rosse della dolcezza. È una violenza insensata, che sfigura tutta la bellezza, perché anche il volto del mostro che l’ha causata, anche se invisibile, è sicuramente brutto. Così la violenza sfigura i volti di tutti e non permette di vedere al di là del proprio piacere; l’amore sa fondersi e rispecchiarsi, non uniforma ma lascia la bellezza della differenza. Abbiamo bisogno di donne forti. Abbiamo bisogno di padri e uomini dolci. Che si amino, per risplendere insieme.






