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Brescia
di LUCIANO ZANARDINI 07 feb 2026 09:08

Il problema siamo noi

A poche ore di distanza, Brescia si è risvegliata con un nodo alla gola. Due vite spezzate nella solitudine di una comunità che in maniera miope fatica a vedere le tante e crescenti fragilità che la caratterizzano. 

Indagare sulle cause è complesso. Gli operatori raccontano di solitudini, di malattie psichiche, di abbandoni, di sfruttamento, di povertà economica, di dipendenze e anche di scelte esistenziali. 

Non è la città il problema. È risaputo, infatti, che le aree metropolitane, con i loro servizi, attraggono le persone. 

Non mancano i servizi. Non mancano le attenzioni. Penso alla rete comunale dei servizi sociali, alla Caritas, alla San Vincenzo o a tutto quel mondo espressione dell'associazionismo. 

Ma non bastano. 

Il problema siamo noi quando non prestiamo attenzione alle crescenti disuguaglianze. Il problema siamo noi quando pensiamo che il volontariato in strada sia solo un'opzione per gli altri.

Se guardiamo all'Italia, solo nel 2025, sono morti 414 senza dimora come riporta l'ultimo report della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora. Le morti in strada riguardano soprattutto uomini (91,5%) e persone di nazionalità straniera (56,5%), con una significativa prevalenza di cittadini provenienti da Paesi extraeuropei (45%), in particolare Marocco e Tunisia. Nel 2026 sono già stati registrati 33 decessi. 

La speranza è che le morti possano risvegliare le nostre coscienze. 

Cosa possiamo fare? La prossimità è la prima risposta da mettere in campo. Interessiamoci con chi, a livello operativo, si preoccupa di non lasciare indietro nessuno, con chi, quotidianamente, si sporca le mani. Serve, inoltre, una risposta corale da parte di tutte le amministrazioni pubbliche. Non ci si salva da soli. Serve una progettazione.


LUCIANO ZANARDINI 07 feb 2026 09:08