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di MARCO MORI 26 feb 2026 08:52

Inutile lamentarsi

La squallida vicenda di Rogoredo riesce ad intrecciare in sé alcuni aspetti della vita sociale del nostro tempo su cui tutti siamo chiamati a riflettere. Il fatto che esista, in un quartiere, un posto chiamato da tutti “il boschetto della droga” implica una rassegnazione civile totale, quasi un’indicazione tipica protetta di un luogo in cui sai quali prodotti di distruzione puoi comprare, aperto h 24, accettato come una zona sopra la legge e sopra gli altri, tanto che può capitare, addirittura, che un poliziotto corrotto decida di uccidere deliberatamente, in quel contesto, un pusher, per gli stessi beceri motivi di interesse. Questa vicenda non ci deve spostare di un millimetro la convinzione del bene che sono e che fanno le Forze dell’Ordine, ma deve segnalare, a ciascuno di noi, la facilità con cui si può essere affascinati e storpiati dal male, nessuno escluso. E ci dice, infine, che la sicurezza vera sui luoghi e sulle persone parte dalle scelte che, come società, decidiamo di compiere, pubblicamente e personalmente. Se continuiamo a volere luoghi di morte, capiterà che moriremo. Inutile lamentarsi dopo.

MARCO MORI 26 feb 2026 08:52