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di ROMANO GUATTA CALDINI 18 gen 2024 15:27

Nel solco di Beppe

Questa è una storia tutta bresciana. Un’esperienza che intreccia l’educazione con il lavoro, la preparazione culturale con l’inclusione. Solo alcuni dei tratti distintivi della Scuola Bottega Artigiani.

C’è un legame particolare fra quest’ultima, realtà educativa che accoglie studenti di 27 nazionalità, e la Chiesa, un rapporto che non può non prescindere dal fondatore Beppe Nava. Spese la propria vita per dare un futuro ai ragazzi che non riuscivano a trovare la loro strada nell’ambito scolastico istituzionale. Restauratore di libri e titolare di una legatoria attiva nel centro di Brescia, Nava si era accorto che, insegnando ai giovani un mestiere, si poteva dar loro un futuro. Nel 1976 fondò la Scuola Bottega in uno stabile messo a disposizione dalla parrocchia di Santa Maria del Carmine. Nel 1984, in una sala Nervi gremita, Nava incontrò e raccontò i primi passi dell’esperienza bresciana. Parole che colpirono il Pontefice tanto che Wojtyla lo abbracciò e lo incitò ad andare avanti. Ma non mancarono momenti difficili, come quando si dovettero trovare i fondi per la nuova struttura.

Lui affidò le sue preghiere a Maria. Nell’arco di poco tempo tutto venne pagato. Il denaro arrivò da istituzioni e benefattori diversi. Nava, mantenendo una promessa, chiese a fra Nazareno Panzeri di realizzare una statua, un’effigie della Vergine con alle spalle un melograno, plasmata nella terracotta. Nel 1986, durante l’udienza con il Pontefice, la statua venne benedetta da Giovanni Paolo II come “ Madonna del Melograno” e nominata “amministratrice della scuola”.

Risale al 2019 l’udienza in Vaticano a cui parteciparono, fra gli altri, l’attuale direttrice, Anna Maria Gandolfi, gli studenti e le figlie di Nava, in occasione della pubblicazione del volume “Il beato fumatore – La curiosa storia della Scuola Bottega di Beppe Nava” di Costantino Corbari. Mercoledì scorso, una delegazione di Scuola Bottega, con commozione ed emozione, è stata ricevuta in Vaticano, portando all’attenzione del Pontefice una nuova opera, realizzata da Dino Coffani, raffigurante la “Madonna del Melograno”, con il Bambin Gesù, in omaggio all’originale che era andato perduto. L’udienza ha rappresentato l’opportunità di condividere, ancora, la storia e la missione della comunità scolastica bresciana e il cuore pulsante della fede.

ROMANO GUATTA CALDINI 18 gen 2024 15:27