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di RAFFAELLA FALCO 25 feb 2026 15:18

Senza fronzoli

Santa (di nome e di fatto) Scorese, nata nel 1968 in Puglia, a soli 23 anni, come troppe altre donne, è vittima di femminicidio dopo tre anni di stalking. Perché questa ragazza è riconosciuta Serva di Dio dalla Chiesa? In che cosa la sua vita di fede può essere un esempio per me, ma soprattutto per chi, come lei, è giovane e ha tutta la vita davanti? Santa ha un carattere forte, è decisa, intelligente, brillante − “peperina” la chiamano in famiglia −, impegnata su tanti fronti: la parrocchia, l’Azione Cattolica, i Focolari, le Missionarie dell’Immacolata e la Croce Rossa. Frequenta la facoltà di Pedagogia con ottimi risultati e aiuta le persone bisognose della sua città. Soprattutto prende sul serio la vita e la sua dimensione di mistero. Nel suo diario si rivolge a Dio con una semplicità disarmante: “Sono contenta che sto innamorandomi di Te” e aggiunge: “... questo Dio che si è innamorato di me, senza sapere che si è andato a cacciare in un guaio”. Proprio in questo delicato momento di progetti per il futuro, la sua vita è sconvolta dall’incontro casuale con un giovane squilibrato, che la nota in chiesa e comincia a seguirla ovunque, fino a diventarne ossessionato: la pedina, si apposta di notte fuori dalla sua casa, le rivolge parole oscene, le invia lettere minatorie, moltiplica le telefonate e la minaccia:”Tu sarai mia o di nessuno! Nemmeno di Dio!” e ancora: “Io sono Cristo. Se sei una buona cristiana, devi dimostrarmelo e darti a me”.

Santa ne ha paura. Di fronte all’impotenza della polizia e all’inutilità delle denunce, l’intera comunità si mobilita per proteggerla. Tuttavia, “il matto”, come lei lo chiama, una sera riesce a sorprenderla da sola e la aggredisce: “Oggi il matto ha cercato di usarmi violenza. Mi ha prima detto che ero morta, e poi mi ha sbattuto per terra e cercava di baciarmi. Che sensazione orribile! Ho urlato con tutta la voce che avevo, con tutta l’anima, ma nessuno mi ha sentita. Ho invocato Gesù dicendogli che non poteva lasciar fare e ho chiamato Maria”. Santa riesce a divincolarsi, ma due anni dopo, il 15 marzo 1991, di ritorno da una catechesi, viene accoltellata dal suo aguzzino sotto casa. La corsa disperata in ospedale. Santa fa in tempo a sussurrare: “Ho 23 anni, non posso morire così!”. Già, non poteva finire così e non è finita così. Rimane di lei il segno dell’abito rosso con cui è vestita per il suo ultimo viaggio, ma soprattutto rimane la sua vita, che ha trovato nel Vangelo, letto con la sapienza dei piccoli, la forza per non arrendersi. Con la sua fede nuda, senza fronzoli, Santa ha condiviso fino in fondo, come e con Gesù, l’abisso del dolore più grande, quello innocente.

(Foto Punto Famiglia)

RAFFAELLA FALCO 25 feb 2026 15:18