Peste Suina Africana: sfida per l'agroalimentare
La Peste Suina Africana continua a rappresentare una delle emergenze sanitarie più delicate per il comparto suinicolo europeo. Non si tratta solo di una questione veterinaria, ma di una sfida che coinvolge l’intera filiera agroalimentare, con ripercussioni economiche, ambientali e sociali. Proprio per fare il punto sulla situazione e sulle possibili strategie di controllo è nato il corso “PSA e cinghiale: dalla teoria alla pratica… e dalla pratica alla teoria”, promosso dalla Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche.
L’obiettivo dell’iniziativa è di aggiornare operatori, tecnici e istituzioni sullo stato della diffusione della PSA e sulle misure di prevenzione e gestione della malattia negli allevamenti, con particolare attenzione al ruolo della fauna selvatica, e in particolare del cinghiale, considerato uno dei principali vettori di diffusione del virus. Negli ultimi anni la crescita numerica e territoriale della specie ha infatti reso più complesso il controllo della malattia, trasformando la gestione faunistica in uno degli elementi chiave delle strategie di contenimento. Un problema che richiede risposte coordinate e un approccio multidisciplinare. “La risposta alla PSA non può limitarsi al piano sanitario - hanno spiegato gli organizzatori - è necessario integrare le politiche veterinarie con la pianificazione faunistico-venatoria, agricola e ambientale”. Un modello che si ispira sempre più alla prospettiva della One Health, che considera salute animale, salute umana e tutela dell’ambiente come parti di un unico sistema. Il corso è nato proprio con l’obiettivo di mettere in dialogo competenze diverse: servizi veterinari, istituzioni regionali, mondo accademico e operatori del settore. L’incontro ha favorito lo scambio di esperienze maturate sul territorio e trasformarle in modelli di intervento replicabili, utili a rafforzare le strategie di prevenzione e controllo della malattia. Un momento particolarmente significativo della giornata è stata anche la presentazione della traduzione ufficiale italiana del manuale della Food and Agriculture Organization dal titolo “African swine fever in wild boar – ecology and biosecurity”, pubblicata dalla Fondazione. Il volume rappresenta uno strumento tecnico di riferimento per comprendere meglio il ruolo del cinghiale nella diffusione della malattia e per individuare le migliori pratiche di biosicurezza. Il corso ha puntato inoltre a rafforzare la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali coinvolti nella gestione dell’emergenza, dai servizi veterinari alle direzioni regionali dell’agricoltura, fino alla struttura commissariale nazionale per la PSA. A questo si è aggiunta la partecipazione di rappresentanti della Commissione europea, che hanno contribuito a portare un punto di vista internazionale sulle politiche di prevenzione e contenimento. L’obiettivo finale è costruire una risposta sempre più coordinata ed efficace alla peste suina africana, basata su solide evidenze scientifiche e sulla collaborazione tra istituzioni, ricerca e mondo produttivo. Un passaggio fondamentale per tutelare la sanità animale, ma anche la sostenibilità e la competitività di uno dei settori più importanti dell’agroalimentare italiano.