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Monticelli Brusati
di GIUSEPPE BELLERI 10 set 2026 09:49

L'intenso secolo della potessa Elena Alberti Nulli

Elena Alberti Nulli trascorre serenamente le sue giornate, che colora con gli incontri dei due fratelli rimasti (Aurelio e Renato), degli amici che passano a trovarla, scrivendo qualche altra rima o preparando nuove raccolte, visto che il buon Dio le ha dato un’ottima salute, frutto anche del suo bel carattere. Nella grande e luminosa stanza che predilige, della sua bella casa che edificarono lei e il marito su una collina di Monticelli Brusati fra le ville Alberti e Nulli, ha i suoi più cari ricordi cominciando dai ritratti del padre Oreste e della madre Orsolina Musati. “Quando, senza fretta, il Signore mi chiamerà – ci ha raccontato Elena – vorrei poter incontrare e abbracciare, dopo i miei cari anche Gesù e Maria, alla quale recito ogni giorno un’Ave Maria”.

Nel libretto “Cronaca nuda e cruda” così scriveva Elena: “Sono nata il 10 settembre 1926 a Brescia, in via Carlo Cattaneo numero 22 e, se tutto va bene, tra 16 anni compio cento anni. Sono nata in una via del centro di Brescia, al secondo piano di una casa Marcolini e mi è stato riferito da mia sorella Serafina, la più grande, che i miei fratelli Camillo e Giulio abbracciati sul sofà piangevano disperati perché un’altra femmina non la volevano. Infatti, dopo Giulio, e prima di me, c’era Maria tutta bionda occhi azzurri, proclamata la bella come un angelo e c’era Eugenia di una bellezza fuori misura tanto che, a diciotto anni, ha posato per la statua di Santa Barbara dei vigili del fuoco di Verona. Arrivo io, la quarta femmina, brutta magra rifiutata ma con una gran voglia di vivere”. 

Mentre la maggior parte della gente passa una vita intera a cercare e a far fruttare i propri talenti, Elena già in tenera età aveva compreso di essere baciata dalla Musa della Poesia: dalla sua penna uscivano poesie che il direttore didattico faceva leggere a tutte le altre classi. Elena nel 1951 sposa il geometra Renato Alberti, conosciuto durante la guerra mentre con la famiglia lei era sfollata a Monticelli Brusati, in una villa distante 500 metri da casa Alberti, e diventa madre di Alessandro (1952), Emanuela (1953), Michele (1959) e Mariacristina (1962). Nel 1959 lascia l’insegnamento per dedicarsi alla famiglia e alla narrativa: collabora per molti anni con la Rivista Madre, con La Voce del Popolo e conduce a Radio Voce una rubrica di musica e poesia. Negli anni ‘70 lavora come autrice di testi scolastici presso la Società Editrice Internazionale Torino. Nello stesso periodo inizia a frequentare i “Cugianì Bressà”, un gruppo di amici amanti del dialetto bresciano, già tutti andati avanti. Nel 1975 Elena Nulli, insieme al marito Renato Alberti, mossi dall’intuizione e dalla convinzione profonda che il segreto delle bollicine si nascondesse nella loro terra, piantarono con fiducia le prime barbatelle sulle colline di Monticelli Brusati: nacque l’azienda Castelveder. Oggi, la cantina è guidata dalla terza generazione della famiglia Alberti: Camilla e Francesco, nipoti di Renato ed Elena, hanno preso in mano le redini dell’azienda e proseguono la storia di Castelveder. Domenica 30 agosto la comunità di Ome ha omaggiato Elena, all’interno del “Festival del fumetto da marciapiede”, con alcune iniziative. Una quarantina di sue poesie sono state appese ai muri del borgo ed anche scritte sui marciapiedi col gesso bianco- culminate con la consegna di una targa, recante questa iscrizione: “Per una vita dedicata alla poesia e alla ricerca sul dialetto bresciano/Per aver trasformato la lingua delle nostre radici in memoria viva, custodendone l’identità/Con riconoscenza e gratitudine”, con la firma del sindaco di Ome, Alberto Vanoglio, e del regista del festival Pietro Arrigoni. L’augurio che le/ci facciamo è di avere Elena con noi ancora per tanti anni, che saprà vivere felicemente senza tanti affanni, assaporando, oltre alla sigaretta dopo un buon caffè, la visita dei nipoti (ha 9 nipoti e 11 pronipoti) e dei tanti amici che la circondano.

GIUSEPPE BELLERI 10 set 2026 09:49