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Nogoline
di REDAZIONE 16 set 2026 11:54

Nigoline: alla scoperta del restauro della chiesa

La sera di giovedì 24 settembre a Nigoline sarà davvero speciale. In effetti, all’interno del nutrito programma (tra eventi religiosi e culturali) di “Comunità di Nigoline in festa”, si terrà l’incontro che presenterà i lavori di restauro, appena terminati, della chiesa parrocchiale di San Martino. Un’iniziativa che comincerà alle 20.30 e vedrà la partecipazione del professor Leonardo Gatti, che con il suo staff ha eseguito il complesso intervento, e degli architetti che hanno curato il progetto, Andrea Solazzi e Sandro Scarduelli. Un appuntamento voluto espressamente per spiegare e illustrare il percorso e i dettagli del lavoro (verranno anche proiettati filmati e fotografie che racconteranno quanto è stato fatto) il restauro che ha riportato al suo splendore originario l’edificio sacro caro non solo ai fedeli di Nigoline e Cortefranca, ma altrettanto amato da tutti gli appassionati di arte di sacra. L’introduzione storica di monsignor Severino Chiari (da sempre esperto e appassionato cultura della materia) e le musiche eseguite all’organo da Ezio Damiolini daranno ancora più significato a quella che si preannuncia fin d’ora un’occasione assolutamente da non perdere (ovviamente con ingresso libero per tutti gli interessati). Durante la serata del 24 settembre, infatti, si racconterà l’impegnativo cammino che ha riportato la chiesa della Parrocchia intitolata ai santi Martino ed Eufemia nelle condizioni che i partecipanti potranno ammirare.

Un’opera che non ha mancato si riservare sorprese importanti, come il ritrovamento più significativo come ricorda l’apprezzato restauratore bresciano Leonardo Gatti: “Durante il lavoro abbiamo scoperto la testa di un cavallo che era stata celata da un’estesa, inspiegabile e grossolana ridipintura durante i restauri del secolo scorso. Quando, con il mio staff, stavamo restaurando il presbiterio, ci siamo accorti che tutti i personaggi raffigurati guardavano in una direzione tranne la figura di un bambino che era rivolto dalla parte opposta verso il muro. La cosa ci ha subito incuriosito e il nostro stupore è aumentato ulteriormente quando, mentre stavamo ripulendo la parete, abbiamo cominciato ad intravedere la testa di un cavallo che in precedenza era del tutto nascosta. Un vero e proprio tesoro che rischiava di andare perduto sotto la coltre lasciata dal tempo e che, invece, adesso possiamo dire con soddisfazione che sta attribuendo ancora più prestigio a questo restauro”. Un intervento che è stato dedicato con ferma volontà ad un edificio sacro di indubbio rilievo storico, visto che i primi cenni storici risalgono addirittura al 1598, anche se l’inaugurazione è stata celebrata nel 1620 (con i lavori che, in realtà, sono terminati nel 1631). Anche in considerazione del valore assoluto della propria chiesa, la Parrocchia di Nigoline, dopo avere ricevuto le necessarie autorizzazioni dell’Ufficio Beni Culturali della Curia e della Soprintendenza di Brescia, ha deciso di affrontare una sfida tanto difficile quanto onerosa, anche in considerazione delle ridotte dimensioni del piccolo paese della Franciacorta. Un progetto che ha preso il via quando era parroco don Francesco Gasparotti e che, in seguito, è stato condotto a buon fine dal suo successore, don Simone Ziliani. In tutto il cammino è stata coinvolta l’intera comunità di Cortefranca (con le sue quattro zone), che ha potuto seguire non solo l’iter del restauro, ma è stata chiamata con diverse iniziative (compreso il “Super Tombolone” della vigilia dell’Epifania) a sostenere la copertura economica dell’opera che è stata suddivisa a livello operativo in due parti, con l’avvio del restauro dedicato al presbiterio e il successivo intervento nella navata.

La prima tranche, il cui costo ammontava a circa 127.000 euro, è già stata coperta grazie ad alcuni lasciti testamentari e alla generosità dei fedeli e dei benefattori. Per quel che riguarda il restauro della navata, le spese hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 144.000 euro e costituiscono l’ulteriore passo da compiere per completare una volta per tutte quello che può essere definito il vero e proprio “miracolo”, sia di fede che artistico, della Chiesa di San Martino. Soprattutto se si considera lo splendido colpo d’occhio attuale, frutto del meticoloso lavoro dello staff guidato dal professor Gatti, e le condizioni nelle quali si trovava l’edificio sacro franciacortino prima di dare il via ai lavori: “L’interno della chiesa – torna con la memoria all’inizio del restauro lo stesso Gatti - si presentava offuscato e scurito da una tenace patina di sporco. Inoltre, a complicare il tutto, erano facilmente visibili numerosi interventi che si sono succeduti nel corso degli anni e che hanno “manomesso” in malo modo l’interno, nascondendo gli antichi colori sotto una copertura grigio-nerastra che rendeva assai complicata la lettura dei dipinti contenuti. Una situazione di notevole degrado che riguardava tutta la zona del presbiterio, da dove abbiamo deciso di cominciare il nostro lavoro. In seguito ci siamo dedicati alla navata, dove la situazione non era certo meno compromessa, visto che la patina di sporco si presentava ancora più scura e tenace, a causa anche del vecchio impianto di riscaldamento, che ha danneggiato in buona parte tutte le superfici”. Una partenza in salita, dunque, per il restauro, che non ha demoralizzato lo staff del restauratore bresciano, che, grazie anche all’utilizzo delle tecniche più avanzate e qualificate, è riuscito a superare tutte le difficoltà dell’intervento e a riportare la Parrocchiale di Nigoline nelle splendide condizioni che si possono vedere al termine del lavoro. Proprio per dare il suo definitivo valore all’opera sarà particolarmente importante l’incontro di giovedì 24 settembre, quando toccherà all’intera comunità dare il suo apporto, seguendo con l’interesse meritato la serata e trovando l’entusiasmo e la voglia di fare per trasformare quello che è diventato a buon diritto un motivo d’orgoglio per tutta Nigoline in un progetto di cui prendersi cura mettendo a disposizione il proprio sostegno personale (piccolo o grande che sia).  

(Foto ©Leonardo Gatti)

REDAZIONE 16 set 2026 11:54