Tre comunità sotto la protezione di San Bonifacio
Tre parrocchie, un’Unità pastorale, una città, due Vescovi e tre sacerdoti a concelebrare, tanti fedeli, una settimana di novena, fiori bianchi e rossi ai piedi della statua di San Bonifacio. Questo è il resoconto della celebrazione del Santo patrono di Erbusco e dell’Unità Pastorale fra le parrocchie di Erbusco, Villa Pedergnano e Zocco.
Nella parrocchiale, dedicata a Maria Assunta, mons. Carlo Bresciani, Vescovo emerito di San Benedetto del Tronto, ha concelebrato, con mons. Giovanni Battista Piccioli, erbuschese di nascita e Vescovo emerito di Daule (Ecuador), con don Giacomo Zani, Parroco di Erbusco, con don Giuliano Massardi, parroco di Villa Pedergnano, e con don Bruno Colosio, parroco di Zocco, la festa liturgica di San Bonifacio, patrono della città franciacortina e della prima Unità Pastorale costituita nella Diocesi.
San Bonifacio nasce in Inghilterra tra il 672 e il 675 da una famiglia benestante. Accolto giovane, prima presso l’Abbazia di Exeter, poi quella di Nhutschelle, ha ricevuto una elevata formazione culturale, apprendendo il greco, il latino e l’ebraico, coltivando una profonda spiritualità grazie alla solida disciplina monastica. Dopo aver professato la regola monastica nell’abbazia di Exeter ha iniziato la sua opera evangelizzatrice alle popolazioni germaniche oltre il Reno. Durante un pellegrinaggio a Roma, per pregare sulle tombe dei martiri e per chiedere la benedizione del Santo Padre, ricevette dal papa Gregorio II il mandato di missionario in terra germanica. Con rinnovato slancio, Winfrid raggiunge la Turingia e la Frisia, operando molte conversioni al cristianesimo. Anche in Sassonia, Winfrid, con la sua predicazione ha convertito parte della popolazione. Convocato a Roma, il Papa lo ordina Vescovo e gli impone il nome di Bonifacio. Nel viaggio di ritorno in Germania, presso Hessen, fece abbattere una gigantesca quercia alla quale le popolazioni pagane attribuivano poteri magici. Questo gesto fu considerato, dai pagani, una sfida alla divinità ed accorsero numerosi per vedere la vendetta del dio offeso. Bonifacio approfittò della gente accorsa per annunciare loro il messaggio evangelico e per iniziare la costruzione della prima chiesa, dedicata a San Pietro, proprio ai piedi della quercia abbattuta. La leggenda narra che vicino alla quercia abbattuta nacque un abete; fu proprio Bonifacio, nel 724, ad addobbare un abete con delle candele accese a simboleggiare la venuta sulla terra del “Bambino Gesù”.
Sul territorio tra le regioni di Hessen e della Turingia pensò alla fondazione di un’abbazia che potesse diventare centro di spiritualità e cultura religiosa della Germania: così nacque l’abbazia di Fulda. Vecchio, ma infaticabile, Bonifacio volle ritornare in Frigia, lo accompagnavano una cinquantina di monaci, in quanto aveva dato appuntamento, per il 5 giugno 754, ad un gruppo di catecumeni presso Dokkum. Durante la celebrazione della Messa i monaci vennero assaliti da un gruppo di pagani frisoni armati di spade. Ai monaci, Bonifacio disse: “Non temete, tutte le armi di questo mondo non possono uccidere la nostra anima”. Un infedele si abbatté su Bonifacio, che cercò di ripararsi con l’Evangelario, ma il fendente sfregiò il libro e mozzò la testa di Bonifacio.
Dopo la celebrazione, sul sagrato della parrocchiale, mons. Bresciani ha impartito, con la Reliquia del Santo, la Benedizione alla Città di Erbusco, all’Unità Pastorale e ai fedeli di questo lembo di Franciacorta, che gli avi hanno posto sotto la protezione di San Bonifacio.