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Chiari
di ROMANO GUATTA CALDINI 05 mar 08:30

Un cordone per evitare il peggio

Mauro Borelli, direttore dell’Asst Franciacorta: “Le vaccinazioni straordinarie proseguono senza sosta, ma la situazione dei contagi è terribile”

Sono 27 i Comuni del Bresciano, al confine con Bergamo, che stanno reggendo l’urto della “terza ondata”: Iseo, Paratico, Capriolo, Palazzolo, Pontoglio, Urago d’Oglio, Rudiano, Roccafranca, Orzinuovi, Comezzano Cizzago, Chiari, Cologne, Erbusco, Adro, Provaglio d’Iseo, Monticelli Brusati, Corte Franca, Polaveno, Sulzano, Montisola, Castelcovati, Orzivecchi, Marone, Pompiano, Trenzano, Castrezzato e Coccaglio. Proprio qui, nella zona di confine ad Ovest del capoluogo, è stato creato il “cordone sanitario” voluto da Regione Lombardia dove, nei giorni scorsi, sono partite le vaccinazioni straordinarie. Oltre agli over 80, per i quali è già in corso la campagna vaccinale, in questi Comuni viene offerta prioritariamente la vaccinazione anti-Covid anche ai cittadini di età compresa tra i 60 (nati nel 1961) e 79 anni. Sono due i centri vaccinali allestiti a tempo di record: uno a Chiari e l’altro a Iseo. Mauro Borelli, direttore generale dell’Asst Franciacorta, azienda di cerniera fra Bergamo e Cremona, è l’uomo chiamato a fronteggiare una situazione che si configura come un ritorno ai mesi peggiori della scorsa primavera, con un vantaggio in più: c’è la certezza del vaccino, ma non è questo il momento di abbassare la guardia.

Borelli, come sta andando la “campagna vaccinale straordinaria” annunciata nei giorni scorsi?

Le somministrazioni sono entrate a pieno regime. Al netto del problema riscontrato il primo giorno con il sistema informatico di Regione Lombardia, per il resto, a oggi, stiamo vaccinando circa 2.000 persone al giorno.

Quante vaccinazioni straordinarie sono state effettuate?

Siamo circa a quota 4.500 vaccini (il dato è riferito al 3 marzo ndr). Per sabato contiamo di terminare tutta la fascia straordinaria della popolazione che ci è stata affidata. Parliamo di 15.000 vaccinazioni di Moderna, con un secondo richiamo a 28 giorni.

L’iniziativa regionale vi ha spinto ad aprire altri punti vaccinali…

Ci è stato chiesto uno sforzo ulteriore. Da qui la creazione dei due poli vaccinali per complessive 18 linee lavorative attive su due turni da 6 ore l’uno. Oltre agli operatori sanitari sono presenti diversi volontari che ci stanno dando un grande supporto. A monte c’è tutto un lavoro di logistica non indifferente: pensiamo ai parcheggi piuttosto che alla compilazione dei moduli.

Per quanto riguarda il trend dei contagi nel territorio di riferimento della vostra Asst?

È una situazione terribile. L’ospedale di Chiari è saturo. Siamo stati costretti a portare le terapie intensive in sala operatoria. Riviviamo l’incubo di marzo, con l’unico vantaggio che sappiamo come affrontare le cure. Di contro, si è abbassata l’età media dei contagiati. Quelli che si ammalano sono più giovani rispetto al passato, parliamo della fascia d’età che va dai 40 ai 50 anni.

Con la struttura clarense satura state spostando i pazienti?

In questo momento non possiamo di certo dirottarli a Iseo. Con i movimenti franosi di Tavernola e relative conseguenze stiamo preparando un piano di evacuazione. Ci appoggeremo ad altre strutture così come fanno molti altri. Calcoliamo che i presidi sanitari del Bresciano, fra pubblici e privati, abbiano ricoverato circa 1.200 persone. È un’enormità.

L’incremento è ascrivibile alle varianti?

Diciamo che qualcuno ha abbassato troppo la guardia. Molti si sono divertiti in maniera eccessiva nelle scorse settimane… Gli assembramenti dei giorni passati come anche il mancato utilizzo delle mascherine hanno portato a tutto questo. Ciò che è successo la scorsa settimana sui Navigli a Milano è emblematico. Sono situazioni troppo pericolose che poi, come vediamo, ci inchiodano a una triste realtà. L’unica soluzione è il vaccino.

ROMANO GUATTA CALDINI 05 mar 08:30