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Castel Goffredo
05 nov 2026 09:01

L'Abito Rosso in scena

Una donna raccontata in tre età, un abito rosso che la accompagna dall'infanzia alla vita adulta e le frasi che per generazioni hanno insegnato a chiamare amore il controllo. È "L'Abito Rosso", atto unico in cinque quadri di Carlo D'Orsi, in scena sabato 28 novembre alle 21 al Teatro San Luigi di Castel Goffredo, a tre giorni dalla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

La storia. Protagonista è Giulia, bambina di 12 anni, ragazza di 17, donna di 30. In cucina impara dalla madre che "gli uomini sono fatti così" e che "se si arrabbiano è perché ci tengono". A 17 anni scambia la gelosia del fidanzato per una prova d'amore. Da adulta quelle stesse frasi sono diventate le pareti di casa: ogni scontrino controllato, ogni ritardo da giustificare, il lavoro lasciato "per il suo bene". Il sottotitolo, "Quando il controllo si traveste da amore: una storia di rinascita", indica la direzione senza svelare l'approdo.

Il tema. Lo spettacolo sposta lo sguardo dal singolo episodio alla catena che lo rende possibile: la violenza si impara, si tramanda e spesso si presenta con le parole dell'affetto. Nessun dettaglio morboso. Al centro della scena c'è chi la violenza la subisce, non chi la commette.

L'origine. Dietro lo spettacolo c'è anche un'idea di Alice Benvenuti, compagna di Carlo D'Orsi e segretaria di Overmind. È stata lei a spingerlo ad abbandonare la strada sicura del varietà per portare in scena la realtà così com'è, anche quando fa male. Da quella scelta di coraggio è nato un testo che non concede sconti a nessuno: né ai personaggi, né al pubblico.

"Se è geloso è perché ti ama". "È la frase più pericolosa che si possa dire a una figlia, e la diciamo ancora", afferma Carlo D'Orsi, autore e regista. "La violenza non nasce con il primo pugno. Nasce a tavola, ogni volta che chiamiamo gelosia il possesso e premura il controllo, e nessuno ci contraddice. Questo spettacolo non serve a farvi piangere: serve a farvi smettere, e a farvi dire agli altri di smettere".

Il cast. Giulia ha il volto di tre attrici: Martina Esposito da bambina, Angela Massa da ragazza, Francesca Amico da donna. Con loro in scena Bruno Palmentieri, Sergio Manfreda, Alissa Salamini e Giuseppina Zanini. Aiuto regia di Sergio Manfreda. Il finale è affidato alla danza: le coreografie di Sara Chiggiato, interpretate dalla scuola di danza TILT diretta artisticamente da Sabina Castrini, chiudono la serata e ne raccolgono il senso.

L'ingresso è a offerta libera, ma la prenotazione è gratuita e obbligatoria e assegna il posto a sedere in teatro. 

Come prenotare: sul sito alla pagina www.associazioneovermind.it/abito-rosso.html (raggiungibile anche dalla home page), oppure al 392 182 5498 (anche WhatsApp) o scrivendo a info.overmind2021@gmail.com.

Il ricavato finanzierà altri progetti teatrali di Overmind dedicati al sociale.

05 nov 2026 09:01