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Brescia
di VITTORIO BERTONI 24 apr 2024 11:23

Canton Mombello: maglia nera per sovraffollamento

Lo scorso 18 marzo, ricevendo la Polizia Penitenziaria, il presidente Sergio Mattarella aveva menzionato la necessità di “interventi urgenti contro i suicidi in carcere”. Ma alle dichiarazioni non è poi seguita alcuna azione. A un mese di distanza, sull’onda dell’appello lanciato dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale per ricordare i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria morti suicidi: 32 i primi, quattro i secondi, dall’inizio dell’anno, anche da Brescia parte una mobilitazione che coinvolge diversi interlocutori.

“Bisogna tenere alta l'attenzione sul grave problema dei suicidi in carcere - spiega la referente bresciana dei Garanti, Luisa Ravagnani – e sulle criticità che da tempo affliggono il sistema penitenziario nazionale. La situazione attuale non è più sostenibile. Servono interventi urgenti perchè non si può continuare a morire di carcere e in carcere”.Nasce la proposta di organizzare, il 18 di ogni mese, una iniziativa sul tema. “Spesso si sente dire che il carcere non c'entra molto con i suicidi: è vero che ci sono situazioni personali, ma sappiamo bene che il carcere incide pesantemente. La situazione va avanti da troppo tempo, non è più una emergenza, ma diventa una scelta e se diventa una scelta siamo tutti responsabili”. Secondo il report Antigone, al 31 marzo di quest'anno risultano detenute oltre 61mila persone, a fronte di una capienza ufficiale di poco superiore a 51mila posti. Con una percentuale di quasi il 144%, la Lombardia è la seconda regione italiana per sovraffollamento.In questa speciale classifica, purtroppo Brescia è la maglia nera: Canton Mombello ha raggiunto un tasso di sovraffollamento pari a quasi il 210%, con circa 330 detenuti su una capienza di 182 posti. Su otto educatori previsti ce ne sono cinque, mentre a Verziano c’è un solo educatore per 120 persone.

“Il problema non si risolve - afferma l'avv. Stefania Amato, membro dell'Osservatorio Carcere dell'Unione camere penali italiane - con gli interventi di ristrutturazione di Canton Mombello e con il nuovo padiglione di Verziano, come anche recentemente proposto nel “piano carceri” dal Ministro della giustizia, Carlo Nordio. Al di là dell'ovvia considerazione che per nuove costruzioni servono tanto tempo e molto denaro, non ci stancheremo mai di ripetere che l'aumento degli spazi detentivi non risolverà i problemi del degrado e della inadeguatezza di molti degli istituti già esistenti, così come non darà dignità a una detenzione priva, di fatto, del suo contenuto più necessario: una seria, capillare e robusta opera di risocializzazione delle persone”.

Le attuali condizioni degli istituti penitenziari superano i livelli raggiunti nel 2013 quando con la sentenza Torreggiani l'Italia fu condannata per trattamenti disumani. Nell'attesa dei necessari interventi di sistema, l'unico rimedio utilmente praticabile appare quello proposto dall'on. Roberto Giachetti con il Ddl in materia di liberazione anticipata, che prevede anche, come misura eccezionale e transitoria, il riconoscimento di una ulteriore detrazione di pena ai detenuti dei quali la magistratura di sorveglianza abbia già apprezzato una positiva evoluzione. “Occorrono nuove politiche per il carcere - dichiara Maria Luisa Crotti, presidente della Camera penale Lombardia Orientale - dalla liberazione anticipata al miglioramento delle aree trattamentali. Non solo per fermare la scia dei suicidi, ma anche in ottica di reinserimento sociale. Risulta del tutto evidente che se le persone sono tenute come bestie si disumanizzano. La pena deve essere rieducativa per ottenere un percorso effettivo della persona detenuta e di conseguenza una società più sicura”.

Occorre che i cittadini abbiano una maggiore conoscenza del problema. “Un detenuto - sostiene l'avv. Veronica Zanotti, presidente della Camera Penale di Brescia – costa circa 140 euro al giorno e i 31mila casi di detenuti messi in carcere ingiustamente o per errori giudiziari sono costati allo Stato, dal 1991 al 31 dicembre del 2023, circa 1 miliardo di euro. Sono sufficienti questi pochi numeri per capire che il carcere costa ed è quindi necessario investire sulle misure alternative”. È necessario che la popolazione libera, laboriosa e rispettosa delle regole, comprenda fino in fondo che il carcere riguarda tutti noi, che è interesse della collettività intera che le persone detenute escano da quei luoghi migliori di come vi sono entrate. “Strumenti che dovrebbero essere usati per vivere - ribadisce l'avv. Andrea Cavaliere, membro della giunta Ucpi – come le bombolette gas per cucinare o le lenzuola, sono usati dai detenuti per uccidersi. Non siamo più a difendere la dignità, ma la loro vita. Solo un carcere migliore porta ad una società migliore”.

Coinvolti nella mobilitazione gli operatori delle tante realtà del terzo settore, come Alborea, Fraternità Sistemi, Comunità Fraternità, Volca e Associazione Carcere Territorio, che seguono i detenuti delle carceri bresciane durante e dopo la pena, impegnati per dare alla pena una finalità realmente educativa che consenta un concreto reinserimento. “Un altro aspetto – conclude la garante, Ravagnani – che mi sta particolarmente a cuore è quello dell'ascolto della voce dei detenuti. In Italia i detenuti non fanno parte di percorsi di modifica e di revisione, o quantomeno di un dialogo volto al miglioramento della situazione in carcere. In Inghilterra e in Svezia ci sono percorsi avviati da tempo che danno risultati positivi”.

VITTORIO BERTONI 24 apr 2024 11:23