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Brescia
di REDAZIONE 13 feb 08:19

Centro non vedenti: futuro a rischio?

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Operatori e dipendenti della storica realtà educativa bresciana di via Sant'Antonio denunciano i gravi disagi comportati con il passaggio in capo alla Regione delle compentenze per il supporto ai disabili sensoriali. Senza adeguati interventi (promessi a dicembre anche dal governatore Maroni, a rischio la conclusione dell'anno scolastico

Il Centro non vedenti di Brescia ha alle spalle una storia più che quarantennale a favore dei disabili visivi del Bresciano. Da sempre opera, in collaborazione con le altre realtà che impegnate nel servizio degli studenti con minorazione visiva (scuole, neuropsichiatri, assistenti sociali, oculisti) per favorire l’inclusione scolastica e la loro autonomia. Nello scorso anno scolastico il centro ha seguito 153 alunni con diverse tipologie d’intervento educativo (intervento diretto a scuola, consulenza presso le scuole ed in sede), dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Ha collaborato con 127 scuole e i nostri interventi hanno coinvolto 75 Comuni Bresciani su 205. Ha fornito testi ingranditi o in Braille a 68 alunni per un totale di 684 libri (68mila pagine).Tutti gli alunni hanno usufruito di materiale sensoriale fornito e predisposto dal Centro non vedenti. 50 alunni hanno usufruito del servizio tifloinformatico; 249 tra docenti ed assistenti ad personam hanno partecipato a corsi di formazione pensati e gestiti dal Centro non vedenti.

Tutto questo, però, rischia di andare in crisi, insieme alle certezze dei 32 dipendenti (esperta tiflologa, educatori tiflologici specializzati, trascrittori, addetti alla segreteria), per via della scelta operata a suo tempo dalla Regione, di assumere direttamente le competenze per il supporto ai disabili sensoriali.

Al di là di alcune disfunzioni (gli educatori tiflologici sono diventati assistenti alla comunicazione, con una svalutazione delle professionalità espresse dal Centro), questa modifica sta mettendo in seria difficoltà l’operatività del Centro stesso e i servizi offerti, per questo anno scolastico, a 127 studenti, già partiti molto in ritardo poiché si è andati a regime con la parte burocratica a novembre inoltrato.

Questo ritardo, come hanno denunciato gli operatori del Centro non vedenti nel corso di una conferenza stampa indetta nei giorni scorsi presso la sede della Cisl di Brescia, ha comportato la mancata presenza delle educatrici/ consulenti in classe e agli incontri di programmazione dei piani di lavoro per ogni alunno, e ritardi la produzione dei testi scolastici per il mancato rapporto con i docenti di classe.

L’Ats di Brescia, è stato ricordato nel corso della conferenza stampa, chiede una puntigliosa rendicontazione che impone ad operatrici e uffici amministrativi del Centro di dedicare gran parte del tempo alla redazione di griglie e rendicontazioni sottraendolo alla mission fondamentale del Servizio. “A tutt'oggi –affermano ancora dal Centro - dall’Ats non si hanno indicazioni chiare relative alla rendicontazione delle ore di lavoro necessarie per ottenere i dovuti rimborsi per i servizi effettuati dal Centro”. Le Linee guida decise dalla Regione, infatti, non comprendono alcuni servizi (formazione) e ne riducono drasticamente altri (trascrizione testi, consulenza tifloinformatica, realizzazione materiale sensoriale, biblioteca con testi specifici aperta ai docenti e alle famiglie).

I contributi previsti non consentono di mantenere uno standard neppure minimo di qualità dei servizi, riportando il Centro indietro di trent’anni, è stato un altro dei passaggi della conferenza stampa, e non consentono la sopravvivenza dell’ente, con una riduzione degli interventi che, non risponderà assolutamente al servizio sinora erogato personalizzato e funzionale davvero ai reali bisogni di ciascun bambino.

Per la realtà educativa di via Sant’Antonio a Brescia è più che concreto il rischio di non concludere l’anno scolastico. “Nonostante le rassicurazioni del presidente Maroni che nelle ultime settimane del 2017 aveva garantito l’impegno della Regione – è stato sottolineato ancora nel corso della conferenza stampa - i conti al Centro non vedenti non tornano e come lavoratori/lavoratrici siamo fortemente sconfortati e preoccupati. Un servizio come quello del Centro non vedenti che ha più di 40 anni di storia, che ha permesso ai ragazzi non vedenti ed ipovedenti di tutta la provincia di Brescia di seguire, al pari dei propri compagni di classe, il proprio percorso scolastico rimanendo nel territorio ed inserendosi poi con successo nel mondo del lavoro, rischia di sparire, mettendo a rischio il diritto allo studio dei disabili visivi”. In conclusione, poi, un appello al Consiglio regionale e al Presidente che si insedieranno dopo il voto del 4 marzo perché procedano a un serio riesame delle Linee guida regionali relativa al supporto dei disabili sensoriali, alla base, secondo la denuncia del Centro non vedenti, di tutto il disagio evidenziato.

REDAZIONE 13 feb 08:19