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Brescia
di REDAZIONE 04 apr 2023 07:50

Confindustria Brescia: Pnrr ora o mai più

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Un comunicato del presidente Franco Gussalli Beretta per invitare la politica a fare presto nell'attuazione di un programma che a Brescia avrebbe ricadute importantissime

“È il momento per tutti, a partire dall'attuazione del Pnrr, di mettersi alla stanga ha ricordato nei giorni scorsi il Presidente Mattarella. E bene ha fatto, anche se per quanto ci riguarda, come imprenditori, crescono disagio e perplessità sulla reale efficacia del Piano”. Franco Gussalli Beretta, presidente di Confindustria Brescia, con un comunicato stampa esprime la posizione degli industriali bresciani dinanzi a un piano che non sembra decollare e che addirittura una parte della politica nazionale pare mettere in discussione arrivando, anche se è giunta la smentita della premier Meloni, a paventare l’ipotesi di rinunciare a una parte di finanziamenti messi a disposizione dall’Europa.

“Da subito – continua Gussalli Beretta -  la nostra Associazione è stata in prima linea sul tema, effettuando un accurato lavoro di analisi sui numerosi capitoli del Piano e confrontandosi con le altre categorie economiche e le istituzioni per la realizzazione di progetti coordinati, capaci di aiutare tutto il tessuto economico bresciano. Le potenzialità del Pnrr apparivano enormi: dal nostro studio, solo per citare i più pertinenti, sono stati individuati 1,58 miliardi di euro per Infrastrutture, Ricerca e Innovazione, 700 milioni per dottorati di ricerca innovativi rivolti alle imprese, 350 milioni per il potenziamento dei centri di trasferimento tecnologici, 300 per la sperimentazione dell’idrogeno nel trasporto ferroviario – forse l’unico aspetto che sembra oggi ben incanalato, grazie alla Hydrogen Valley camuna – e altri 2 miliardi di euro per l’utilizzo dell’idrogeno nei settori hard-to-abate”.

Due i punti su cui l’analisi della sigla di via Cefalonia si è concentrata: l’incontro tra domanda e offerta di lavoro el’ innovazione. “Sul primo – si legge ancora nel comunicato diramato dal presidente di Confindustria Brescia -, abbiamo da diverso tempo individuato una possibile risposta negli Istituti Tecnici Superiori. Il Pnrr prevede un investimento sugli stessi di 1,5 miliardi fino al 2026, condizionato all’adozione di un provvedimento di riforma dell’intero settore, avvenuta nel luglio 2022, con la nuova definizione di ITS Academy. Da quel momento, tuttavia, è successo poco altro. Avevamo e abbiamo grandi aspettative sulla possibilità di far crescere dei percorsi ITS sul territorio bresciano: perciò, è stato definito e firmato un Protocollo d'intesa che coinvolge numerosi partner istituzionali proprio per dare avvio ai nuovi ITS, grazie all’impegno e al coordinamento dell’ex Min. Gelmini. Lo abbiamo già presentato all’attuale Ministro Valditara, che ne ha condiviso il fine, ma ad oggi il progetto non decolla. Con il rischio che si sprechi un altro anno per l’avvio dei 6 nuovi corsi individuati”.

Discorso simile sull’innovazione, in particolare per la Cittadella dell’Innovazione Sostenibile, progetto che potrebbe fare convergere fondi per oltre 200 milioni di euro e un luogo fisico dove concentrare il meglio del know how, della tecnologia e della capacità di ricerca degli enti bresciani, attrarre talenti e innestare relazioni con i best performer internazionali. “Nei mesi scorsi- afferma la proposito Gussalli Beretta - sono stati fatti alcuni incontri a Roma, poi le vicissitudini politiche hanno rallentato il processo. Continuiamo a insistere, ma al momento i Ministeri incontrati sembrano non coglierne le potenzialità; suggeriscono soluzioni “spot” per cercare incentivi. Ognuno offre letture e soluzioni diverse, senza darci chiare indicazioni su come Brescia debba operare perché la Cittadella trovi nel Pnrr una linea di finanziamento”.

Il comunicato si chiude, infine, con una riflessione su un tema che rischia di paralizzare un’altra parte sostanziale del Pnrr: il piano destina alle infrastrutture circa 70 miliardi. “Di queste risorse – scrive il presidente di Confindustria Brescia -  almeno 10 miliardi sono da correlarsi all’acciaio impiegato nella realizzazione delle opere, perché la filiera che agisce in questo settore comprende non solo i produttori di cemento, ma anche la siderurgia, perlopiù bresciana. Se non si risolve il tema delle garanzie che devono essere prestate a tutela preventiva per la realizzazione di tali infrastrutture, molto probabilmente esse non potranno essere cantierate e realizzate. Sul tema, serve quindi un intervento chiarificatore e risolutore da parte del Governo. Come imprenditori stiamo facendo la nostra parte, ma tutti gli attori coinvolti devono prendere consapevolezza che il momento decisivo è ora. Viceversa, rischiamo di perdere un’occasione irripetibile”.

©Foto di Franco Palamaro

REDAZIONE 04 apr 2023 07:50