I quarant'anni dell'Elisoccorso bresciano
Grande successo per l’Open Day a Mompiano: famiglie e bambini a bordo dell’AW139 e tra le manovre di primo soccorso. Nel 2025 1.515 missioni, 487 notturne e 33 pazienti trasfusi con il ‘Blood on Board’
Gli occhi dei bambini davanti alle pale dell’AW139, le famiglie impegnate nelle dimostrazioni di primo soccorso, i cittadini che incontrano piloti, medici, infermieri e tecnici del Soccorso Alpino. Dopo il momento istituzionale, l’Open Day per i 40 anni dell’Elisoccorso di Brescia ha trasformato gli spazi della Fondazione ENAC-CFP Canossa di Mompiano in una grande giornata di incontro con la città. Centinaia di persone di ogni età hanno potuto conoscere da vicino gli equipaggi, salire a bordo dell’elicottero e scoprire come funziona, ogni giorno, il sistema dell’emergenza-urgenza: dalle ambulanze alle automediche, fino alle tecnologie e alle manovre che possono fare la differenza quando ogni secondo conta.
Una festa cui hanno partecipato, fra gli altri, gli assessori regionali Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro), il direttore generale dell'Agenzia Regionale Emergenza Urgenza - AREU, Massimo Lombardo, il direttore della AAT 118 di Brescia, Marco Botteri, che ha accompagnato una ricorrenza importante: i 40 anni dalla prima missione dell’Elisoccorso bresciano e i dieci anni dall’avvio dell’operatività notturna. Una storia iniziata il 15 luglio 1986, quando un Alouette III di stanza all’ospedale di Desenzano del Garda effettuò la prima missione, a copertura della Lombardia orientale. Nel 1994 l’Elisoccorso venne pienamente integrato nella rete territoriale dell’emergenza con l’apertura della Centrale Operativa 118 di Brescia e dal 2008 la base HEMS bresciana è parte del sistema regionale dell’emergenza-urgenza gestito da AREU.
Da allora sono cresciute capacità operative e tecnologie. Nel 2016 è iniziata l’operatività H24; dal 2017 sono entrati in servizio i sistemi di visione notturna NVIS/NVG, che consentono di effettuare in sicurezza atterraggi e decolli anche in siti non illuminati. Dal 2018 è possibile intervenire anche in siti operativi non censiti, i cosiddetti “fuori campo”. Dal 2022, con l’arrivo dell’AW139, la base è temporaneamente ospitata all’aeroporto Gabriele D’Annunzio di Montichiari, in attesa della realizzazione della sede definitiva nel territorio di Brescia. I numeri raccontano oggi la dimensione di questo servizio. Nel 2025 la base HEMS di Brescia ha effettuato 1.515 missioni, per 981 ore di volo: 1.344 interventi primari, 153 secondari e 18 trasporti di équipe per trapianti d’organo. Sono state inoltre 51 le missioni effettuate a supporto di altre regioni. Particolarmente significativo il dato dell’attività notturna: 487 missioni tra il crepuscolo e l’alba, 270 atterraggi fuori campo, 102 verricelli notturni e 9 operazioni di hovering. Numeri che testimoniano quanto la possibilità di operare anche di notte abbia ampliato le capacità di intervento dell’Elisoccorso bresciano. E c’è anche l’innovazione sul fronte dell’assistenza sanitaria direttamente durante il soccorso. Dal 2025 la base partecipa, insieme ad ASST Spedali Civili, al progetto “Blood on Board”: da giugno sono stati 33 i pazienti ai quali sono stati somministrati sangue ed emocomponenti in fase pre-ospedaliera. Il servizio ha inoltre una significativa attività pediatrica: secondo i dati illustrati durante la giornata, nel 2025 sono state circa 300 le operazioni di emergenza rivolte a bambini fino a 14 anni.
"Da cittadino bresciano – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione – ogni volta che sento l'elicottero sorvolare la città penso a quanto questi equipaggi siano preziosi e insostituibili. Quarant'anni sono un traguardo eccezionale fatto di sacrifici, abnegazione e innovazione tecnologica, dal volo notturno alle sacche di sangue a bordo. Il nostro territorio è complesso, tra valli, laghi e pianure, ma la professionalità e l’umanità del personale assicurano una risposta rapida e sicura alle nostre comunità. I risultati raggiunti, dalla capacità di intervenire in condizioni estreme alle più recenti innovazioni nelle cure d'urgenza sul posto, raccontano un servizio sanitario e di emergenza che continua a crescere e a investire sulla salute. Una presenza concreta e costante, capace di garantire sicurezza a cittadini e visitatori, ovunque si trovino".
"Celebriamo non solo una ricorrenza, ma migliaia di vite strappate alla morte da un autentico 'esercito del bene' – ha rimarcato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi –. Come istituzioni dobbiamo continuare a garantire le migliori condizioni operative per riportare la base definitiva a Brescia. È significativo festeggiare in un istituto professionale: l'elisoccorso non è solo intervento immediato, ma anche diffusione della cultura del primo soccorso nelle scuole. Qui oggi i ragazzi hanno toccato con mano il valore dell'impegno civile: è così che si formano i futuri professionisti e i volontari di domani".
"Da questa base bresciana - ha detto Bertolaso nel video messaggio ascoltato durante i saluti istituzionali - voglio innanzitutto testimoniare il mio grande affetto, la mia stima e la mia gigantesca gratitudine, che è poi quella di tutti i cittadini lombardi, per lo straordinario lavoro che fate ogni giorno. Tra le mille attività e i mille contatti che porto avanti quotidianamente, vivo con grande gioia il rapporto con i nostri “cavalieri del cielo” che è davvero speciale. Ho volato per una decina d’anni con l'AW139. Non ho raggiunto le ore di volo che voi accumulate nell’arco di un anno, ma mi sono avvicinato molto a questa realtà, anche attraverso le attività notturne e quelle speciali. Per questo mi considero a tutti gli effetti uno dei vostri, e ne sono profondamente orgoglioso e soddisfatto. Nessuno, quindi, meglio di me può comprendere il lavoro che portate avanti H24, 365 giorni all’anno. Conosco la preparazione, la certosina programmazione e l’organizzazione di ogni singolo dettaglio che stanno alla base della vostra missione: quella di essere pronti a intervenire, in ogni momento, per salvare una vita".
La giornata ha così messo insieme la memoria di chi ha costruito il servizio, la professionalità degli equipaggi di oggi e la curiosità di una comunità che ha potuto vedere da vicino cosa accade dietro ogni intervento. Una dimostrazione concreta di come l’Elisoccorso sia diventato negli anni parte integrante della cultura del soccorso e della sicurezza del territorio.
A chiudere la celebrazione è stato il direttore generale di AREU Lombardia Massimo Lombardo, riportando il traguardo bresciano dentro una dimensione più ampia, quella di un sistema regionale costruito sulla collaborazione tra professionalità e organizzazioni diverse: "Siamo partiti quarant'anni fa e oggi siamo un modello di riferimento per l'Europa. La nostra forza poggia su 25.000 volontari, 2.000 medici e infermieri ospedalieri e centinaia di tecnici che si dedicano con passione a questa missione. È significativo anche il ruolo sempre più importante delle donne: oggi quattro delle cinque basi dell’elisoccorso lombardo sono guidate da donne, un segnale concreto della qualità e della crescita professionale che caratterizzano questo sistema. Le sfide di oggi – dai cambiamenti climatici che rendono più critico il soccorso in montagna all'aumento dei costi operativi – ci impongono di andare oltre i campanilismi. Dobbiamo fare squadra con Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine e Protezione Civile: se la Lombardia definisce standard integrati ed efficaci, questi diventano una metrica di eccellenza internazionale".








