lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di ELISA PELLEGRINELLI 02 gen 2020 15:53

Le famiglie si tengono per mano

Ascolta

Angelo Bulgarini, presidente del Coordinamento famiglie affidatarie, spiega i progetti dell’associazione che lavora molto nelle scuole

Presidente Bulgarini, riuscite ancora a trovare famiglie che mettono a disposizione se stesse per accogliere altre vite?

Sì, abbiamo organizzato un tour di otto piazze nella provincia di Brescia, che ha avuto un discreto successo, trovando persone che mostrano la loro disponibilità all’accoglienza. Queste persone diventano poi risorse fondamentali per la nostra associazione, perché si mettono in gioco.

Il progetto “Famiglie per mano” prevede che alcune famiglie aiutino le altre nella gestione dei figli, anche per brevi periodi di tempo.

Partendo dalle esigenze del minore, cerchiamo di aiutare le famiglie che attraversano momenti di difficoltà, ma che hanno le capacità di rendersi autonome dopo un percorso di affiancamento. Questo progetto è stato creato per ricreare le reti di solidarietà che una volta erano spontanee, mentre oggi sono più difficili da imbastire.

È importante il vostro impegno nelle scuole. Che ruolo possono svolgere i ragazzi nella sensibilizzazione verso il tema dell’affido?

Le scuole sono sempre state importanti per noi. Abbiamo concluso il terzo anno del progetto Cantiere Affido e in questo anno abbiamo lanciato un vero e proprio percorso educativo nelle scuole. Crediamo infatti che si debba preparare il terreno affidandosi ai giovani di oggi, che formeranno poi le famiglie di domani.

Ci sono altri progetti in cantiere?

Questo è stato un anno intenso e difficile, perché abbiamo dovuto cercare di informare meglio la popolazione riguardo le nostre attività. I progetti vedono quindi lo svilupparsi dei percorsi nelle scuole e di Famiglie per mano.

Molte famiglie non si sentono all’altezza di questo compito. Il vostro invito è sempre quello di venire a conoscervi?

Certo, noi cerchiamo sempre persone “normali” che abbiamo anche solo un briciolo di risorse per prendersi cura dei loro “vicini di casa”, per aiutarli a superare le difficoltà della vita.

ELISA PELLEGRINELLI 02 gen 2020 15:53