lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di MATTIA SAPONARA 15 ott 09:23

ParkinCammino a Santiago

È stato un vero e proprio successo il progetto “ParkinCammino”, promosso dall’Associazione Parkinson Brescia, il centro Disturbi del Movimento di Asst Spedali Civili e l’Università degli studi

È stato un vero e proprio successo il progetto “ParkinCammino”, promosso dall’Associazione Parkinson Brescia, il centro Disturbi del Movimento di Asst Spedali Civili e l’Università degli studi. Un’esperienza di viaggio lungo il Cammino di Santiago che ha coinvolto dodici pazienti affetti da malattia di Parkinson, i quali insieme a mogli, amici e parenti, alla dott.ssa Elisabetta Cottini, al prof. Alessandro Padovani, al dott. Andrea Pilotto, da infermieri, fisioterapisti e alla responsabile preparazione atletica, nonché organizzatrice, Federica Cottini hanno vissuto nove giorni di spedizione. Una vacanza che è stata anche terapia e ricerca, infatti, per tutte le ore di cammino i pazienti sono stati monitorati con apposite apparecchiature dallo staff. Importanti dati per analizzare i benefici dell’attività fisica sulla loro patologia. Un cammino che occupava dalle quattro alle sei ore ogni giorno e che in sei giorni ha portato il gruppo, in gran parte bresciano, a percorrere più di 100 km fino a raggiungere Santiago di Compostela.

Quasi commossa Federica Cottini ha raccontato questa esperienza, riuscita in maniera sorprendente. “Era un gruppo che già dalle domeniche di camminata di preparazione si stava costruendo, ma durante il cammino è riuscito a dare vita a momenti davvero bellissimi. Pazienti e accompagnatori si sono messi in gioco e anche i dottori hanno potuto conoscere meglio le persone che si sono affidate loro per la loro malattia. Raggiungere Santiago è stato un enorme traguardo per tutti” continua Federica “nemmeno noi organizzatori avevamo intuito sarebbe stata un’esperienza così profonda. Questa è stata una settimana sicuramente oltre i limiti. Dopo la diagnosi molti non avrebbero mai pensato di farlo davvero, ma insieme ai loro amici e parenti e a un team preparato hanno raggiunto un grande obiettivo. Credo che la vittoria più grande sia stata la condivisione e la solidarietà nata fra tutti. Sembrava quasi magia. Questo sistema, questa bolla, composta da professionisti e cari, all’interno della quale i pazienti si sentono al sicuro ha dato enormi risultati. Ora ci vorrà solo qualche giorno per permettere agli esperti di analizzare i dati grezzi raccolti e verificare i benefici di esperienze simili”.

MATTIA SAPONARA 15 ott 09:23