(1849-1855) Questione di opinioni
Si sa che spesso le opinioni sulle persone sono assai ondivaghe a seconda di chi pronunci il giudizio: a questa legge non si sottraggono nemmeno i sacerdoti che in queste due pagine esprimono senza troppi peli sulla lingua il parere circa i propri parrocchiani. In questo caso si tratta di due parroci di Qualino: il primo stende i propri giudizi (nel 1849) che vengono chiosati in interlinea dal suo successore (nel 1855) che, evidentemente, non sempre concorda sui giudizi espressi dal primo. Nella descrizione c’è una distinzione tra “il popolo” (inteso come uomini) e le donne: il popolo viene definito “non sanguinario” (bontà sua!), ma, chiosa il successore, “brutale e selvaggio”, se pure “fervoroso nella pietà e molto attivo e laborioso”. Le donne riscuotono un maggior numero di annotazioni: il primo parroco le definisce “caritatevoli, impetuose e franche (e il secondo aggiunge: maligne all’eccesso!), invidiose, sobrie, economiche, laboriose, divote senza scrupoli, sempre liete, sollecite con gli infermi”. Infine, sempre per le donne, il primo parroco, uomo indulgente e pio dice: “rassegnatissime a morire”, incalzato però dal successore che annota “per forza”(!). Insomma un campionario ricchissimo e variegato di umanità.
[Archivio Parrocchiale Qualino, Anagrafe, Atti civili, Registro dei battesimi, 1816-1865]