(1941) Lasciare una traccia
Scriveva Isaac Bashevis Singer, scrittore Yddish polacco-statunitense, che la letteratura non interessa se parla di massimi sistemi, ma solo se parla delle singole storie dove si può riscontrare l’unicità di ogni caso umano. Noi non facciamo letteratura (e nemmeno storia per la verità!), ma capiamo molto bene, anche da piccoli e “banali” documenti, quanto questo sia vero. Qui troviamo le annotazioni dei fratelli (?) Giovanni e Giuseppe Baiguini che, all’età di 16 e 12 anni, dopo aver ordinato la sacrestia e l’archivio di Qualino, hanno deciso di “apporre” il loro ricordo “su questo scartafaccio” “per quelli che verranno dopo di me”, dice Giuseppe. Cosa li avrà spinti a scrivere, a firmarsi, a lasciare il proprio ricordo? Hanno riordinato l’archivio occupandosi del passato prima di loro: noi ci occupiamo di loro, leggendoli e quelli che verranno si occuperanno di noi e delle nostre ordinarie vite quotidiane.
[Archivio Parrocchiale Qualino, Fabbriceria, Liti e vertenze, 1778-1787 (1941)]