Salò e Sammardenchia: 50 anni di solidarietà
Un'emozione indescrivibile quella provata dai vecchi scout del Salò 1 dopo aver risposto all'invito degli amici di Sammardenchia a partecipare alle celebrazioni per il 50º del terribile terremoto del 1976. L'amicizia tra Salò e Sammardenchia, iniziata subito dopo il sisma del maggio 76, ad opera dell'allora capoclan del gruppo Scout Pasquale Maggi, è proseguita per dieci intensi anni nell’impegno di innumerevoli campi di lavoro al servizio della popolazione di questa frazione montana del Comune di Tarcento. Da allora, nonostante il passare degli anni e la scomparsa di alcuni dei protagonisti di questa iniziativa, è continuata inossidabile l’amicizia tra i vecchi scout del Salò 1 e la comunità di Sammardenchia. Dopo la pubblicazione del libro “Friuli: un grande amore”, i vecchi scout si sono impegnati a tenere vivo un legame non solo di amicizia, ma anche di fratellanza e di solidarietà. Per questo motivo hanno raccolto l'invito rivolto loro dalla comunità di Sammardenchia a partecipare agli eventi organizzati per commemorare i cinquant'anni dal terremoto, per ricordarne le vittime e soprattutto per non dimenticare gli anni di lavoro e di fratellanza trascorsi. Fedeli al motto “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, gli abitanti di Sammardenchia hanno organizzato una serie di iniziative per le giornate del 2, del 3 e del 6 maggio. E c'è da dire che la partecipazione degli scout di Salò è stata davvero encomiabile. In tutte le date previste, infatti, qualcuno del gruppo era presente a Sammardenchia.
La sera di sabato 2 maggio nel duomo di Tarcento è stata celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime del terremoto. Successivamente, a Sammardenchia si è tenuta una commovente serata di ricordi, durante la quale sia la comunità locale sia i vecchi scout di Salò hanno espresso fraternamente le proprie impressioni, emozioni, ricordi, testimonianze. Domenica 3 maggio, in una splendida cornice di sole, i presenti sono stati accompagnati in visita al “Sentiero della Memoria” (il Troi de memorie), realizzato a Sammardenchia, splendido racconto per immagini delle tradizioni e della storia di una comunità che non si vuole arrendere e vuol farsi conoscere. Tra le formelle realizzate, ve n'è una che ringrazia i fratelli che dopo il terremoto hanno portato la loro solidarietà, il loro lavoro, la loro amicizia. Tra questi anche il gruppo scout di Salò. Le due giornate di festa si sono concluse con un momento di convivialità attorno a tavole apparecchiate gioiosamente, a dimostrazione della vita che continua e che non si arrende.
Altri scout di Salò erano presenti, invece, la sera di mercoledì 6 maggio, all’ora precisa del terremoto di cinquant’anni fa. La serata è stata caratterizzata da un'atmosfera di malinconico e rispettoso silenzio nell’istante in cui i fiori e una lanterna accesa sono stati deposti di fronte alla lapide che a Sammardenchia ricorda le vittime del terremoto. Durante la celebrazione della Santa Messa è stato benedetto l’orologio che, all’interno della chiesa, ricorderà il tempo trascorso. L'orologio dell'antico campanile distrutto dal terremoto, risale al 1859 ed è stato pazientemente rimesso in funzione, quasi a voler scandire un tempo che non si è fermato alle 21 di quel 6 maggio 1976, ma che prosegue percorrendo sentieri di speranza. La serata ancora una volta si è conclusa in fraternità tra scambi di auguri, tra brindisi in amicizia, tra la volontà di mantenere vivo un legame che non si vuole tramonti. Salò è legato a Sammardenchia da cinquant'anni, e questo legame ancora si mantiene forte, vivo, proiettato verso orizzonti futuri.
In conclusione, vogliamo far nostro il motto tipicamente friulano che ringrazia e non dimentica, perché anche noi vecchi scout del Salò ringraziamo gli amici del Friuli e non li vogliamo dimenticare.