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Brescia
di LARA PEZZOTTI 24 feb 12:32

L'appello del Terzo Settore

“Fate presto”  è il pressante invito che le Organizzazioni di rappresentanza degli Enti operanti nel settore sociosanitario e sociale della Regione e delle lavoratrici e lavoratori operanti al loro interno (Uneba, Anffas, Confcooperative, AGCI, ARIS, LegaCoop, FP CIGL e CISL, Uilfpl, Uiltucs, Fisascat), rivolgono a Regione Lombardia in un accorato appello.

All’emergenza sanitaria, che sta interessando anche questo settore, si è ormai aggiunta quella economica e sociale.

“A mancare in questo momento sono le risorse economiche. Orami da un anno stiamo facendo fronte, con risorse proprie, alla più alta intensità di lavoro richiesta per garantire ai nostri ospiti non solo una maggiore tutela sanitaria, ma anche una tutela, per quanto possibile, delle relazioni necessarie alla vita sociale di ogni persona che serviamo”.

Luca Degani, presidente di Uneba, la più rappresentativa e longeva organizzazione di categoria del settore sociosanitario, assistenziale ed educativo racconta: “Quello che oggi si chiama Terzo Settore, alle origini negli anni cinquanta del secolo scorso era chiamato Associazionismo, perché era l’espressione di una parte della società civile che riusciva a manifestare la voglia di costruire una propria identità sul territorio, e la  volontà di prendersi cura di chi si trovava in una situazione di svantaggio”. Oggi però il Terzo Settore è anche la scelta di un mondo economico che decide di ridistribuire le sue capacità finanziarie: “Il Terzo Settore oggi è chi risponde a gli interessi generali della popolazione per creare coesione sociale senza la necessità di un arricchimento personale, ma arricchendo la società civile e le formazioni sociali che ne fanno parte”.

L’avvocato continua dicendo che le loro sollecitazioni per essere più incisive devono cambiare: “Noi dobbiamo migliorare la nostra comunicazione, dobbiamo creare consensi intorno alle nostre scelte e dobbiamo accettare che deve esistere un dialogo senza la presunzione di essere migliori, ma con la capacità di spiegare meglio il perché vogliamo agire con una scelta di strumenti del Terzo Settore, e magari non di strumenti che invece valorizzino di più la dimensione economica”.

Degani inoltre offre una sua opinione riguardo alla presenza del Terzo Settore nella nuova fase politica in cui l’Italia si trova: “Credo che il governo Draghi, e lo dico forse un po' controtendenza, non sia un fatto di per sé positivo, ma sia necessario. In questo momento il governo non è chiamato a fare scelte dal punto di vista dello sviluppo della società civile, ma è portato a fare scelte forti di carattere emergenziale ed urgente. Il Terzo Settore dal governo Draghi mi auguro che venga visto come un possibile partner, ad esempio come supporto nell’emergenza vaccinale, che necessita di presenze sul territorio capaci e competenti in grado di vaccinare il più velocemente possibile”. Luca Degani conclude l’intervista con una frase ricca di speranza: “Io davvero spero che il governo Draghi serva per quel poco, ma tutto il tempo necessario per uscire dall’emergenza sanitaria ed economica”.

LARA PEZZOTTI 24 feb 12:32