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Brescia
di ROMANO GUATTA CALDINI 17 lug 2020 15:59

Materne: dai centri estivi a settembre

Sono 55 le scuole aderenti alla Fism che nel Bresciano, nonostante le difficoltà, hanno attivato le realtà ricreative per i bambini più piccoli

Delle 250 scuole paritarie dell’infanzia aderenti alla Fism (Federazione italiana scuole materne) nel Bresciano oltre 55 realtà hanno attivato i centri estivi, nonostante le difficoltà registrate in questi mesi. I dati emergono da un recente sondaggio promosso dal presidente della Fism di Brescia, Massimo Pesenti, che in questa intervista sottolinea l’impegno profuso dalle paritarie a favore delle famiglie, delineando un futuro a tinte fosche in vista della ripartenza a settembre.

Le scuole materne che hanno attivato i centri estivi che difficoltà hanno riscontrato?

Tenuto conto del rapporto numerico fra educatrici e bambini, il costo per erogare il servizio è risultato essere inevitabilmente alto. Onde gravare sulle famiglie le scuole hanno chiesto il contributo dei Comuni. Il “Decreto rilancio” prevede 150 milioni per le attività estive. I fondi vengono erogati agli enti locali. A loro volta i Comuni possono destinarli a parrocchie, cooperative e scuole dell’infanzia. Altri 300 milioni serviranno, invece, come ristoro per le spese sostenute dalle paritarie nell’anno scolastico 2019/2020. Quello caratterizzato dall’emergenza sanitaria. Per l’avvio dei centri estivi, la prima condizione necessaria era avere nei Comuni un interlocutore. Sulle decisioni degli enti locali hanno pesato due incognite: non si conosceva l’ammontare del contributo né quando questo sarebbe arrivato. Laddove i Comuni hanno fatto da cabina di regia sono partite le attività. Al contrario, considerati gli interrogativi sul fronte economico, al momento di dover presentare la progettazione, alcune amministrazioni non se la sono sentita di dare il via alle iniziative. In città, attraverso l’interlocuzione con Fabio Capra, assessore con delega alle Politiche per la Famiglia, le scuole che hanno presentato un progetto per l’estate hanno ricevuto un finanziamento congruo. Dove gli enti locali si sono assunti il compito di coordinare queste attività è andato tutto per il meglio.

Altre problematiche?

È difficile immaginare attività extrascolastiche al di là dell’ordinarietà. A questo si aggiunge che non abbiamo ancora indicazioni chiare circa la ripartenza a settembre. Le scuole stanno attraversando una fase critica e la preoccupazione principale è capire se e come far ripartire l’anno scolastico. È quindi comprensibile che talune realtà non se la siano sentite di gestire delle attività che anche in termini organizzativi risultano essere complicate. Ciononostante più di un terzo delle scuole Fism, nel Bresciano, hanno risposto all’appello.

Il Bonus baby sitter è una misura sufficiente o serve solo a tamponare?

Può essere utilizzato anche per i centri estivi. Laddove i Comuni non possono aiutare le scuole ad abbassare i costi, non volendo pesare sulle famiglie, il bonus risulta essere una misura utile. Detto questo, è mia convinzione che il Governo abbia assunto una posizione “adultocentrica”. Sembra che tutto ruoti attorno alle esigenze lavorative dei genitori. La visione pedagogica, su questo frangente, è molto sfumata. Tutte le nostre scuole sperano di riaprire a settembre, possibilmente in presenza con tutti i nostri bambini. Ovviamente le incognite sono molte. Ed è proprio sulla riapertura che è focalizzata l’attenzione delle nostre scuole. Per tale ragione si fatica nell’organizzazione delle attività estive.

I bambini in età prescolare sono stati un po’ messi in disparte….

In più occasioni ho affermato che i bimbi sono stati trattati come se fossero invisibili. La didattica a distanza, considerata l’età, era inconcepibile. Nonostante questo, molte delle nostre maestre, tante di loro in cassa integrazione, in maniera spontanea, grazie ai social hanno realizzato attività laboratoriali per non perdere il contatto con i bimbi a casa. L’abbiamo definita la pedagogia della vicinanza. Si è pensato poco ai bambini e anche quando si è guardato a loro lo si è fatto solo in base alle esigenze lavorative dei genitori. Non va trascurato lo strascico di quanto vissuto da questi bambini in questi mesi. Nulla sarà come prima. È necessario pensare a un accompagnamento pedagogico. Pochi stanno pensando a questo aspetto. Come Fism, a livello nazionale, abbiamo elaborato un documento per le insegnanti che si occupa proprio di questo aspetto.

Come sarà la ripartenza a settembre?

Fino a sei anni l’utilizzo delle mascherine non è obbligatorio così come è chiaro il fatto che non è possibile garantire il distanziamento fisico. Al di là di queste indicazioni, si insiste molto circa la stabilità dei gruppi: i bambini debbono stare a contatto, per il tempo previsto di presenza, con gli stessi compagni, insegnanti e collaboratori di riferimento, al fine di garantire la tracciabilità in caso di contagi. Il problema di fondo è la mancata indicazione del rapporto numerico che deve sussistere fra insegnanti e bambini. E non è un fattore secondario. In tal senso non ci sono state fornite le linee guida. A seconda del numero di bambini che possiamo accogliere dipende tutta la progettazione in vista della riapertura. Nella fase pre Covid era necessaria un’insegnante ogni 25 bambini. Se il numero dovesse dimezzarsi saremmo costretti ad aumentare gli spazi, procedendo con nuove assunzioni. Ma le nostre realtà non godono di risorse illimitate. Anzi. Nuove assunzioni non sono pensabili e al momento sono pochissime le maestre abilitate. Anche sugli interventi strutturali per garantire il distanziamento non abbiamo indicazioni. Il tempo stringe. La riapertura ufficiale delle scuole dell’infanzia è fissata per il 7 settembre. E da qui ad allora c’è di mezzo agosto. Il nostro obiettivo è poter iscrivere tutti i bambini, ma attendiamo di sapere in quali condizioni e con quali risorse. Siamo una delle poche realtà che sostengono sia i lavoratori che le famiglie. È nostra convinzione che in caso di costi superiori questi non debbano ricadere sui bilanci dei nuclei familiari.

ROMANO GUATTA CALDINI 17 lug 2020 15:59