Uneba: le Rsa hanno ancora un grande futuro
Le Rsa hanno un grande futuro davanti a sé. Perché già adesso non fanno solo le Rsa: sono molto di più. L'ha ribadito a più voci concordi “Cura e innovazione”, convegno nazionale, chiuso venerdì 23 a Brescia, di Uneba, voce di 1100 enti dediti ai più fragili, in maggioranza anziani non autosufficienti. Ben 74 gli associati Uneba a Brescia e provincia.
“Da troppo tempo – ha scandito il presidente Franco Massi in apertura di convegno - assistiamo ad una sorta di criminalizzazione delle Rsa. Noi di Uneba rispondiamo con l’aiutare e stimolare le strutture, che diventano sempre più Centri Multiservizi. Questo il futuro dell’assistenza territoriale, in particolare per aree interne e montane”.
“Il futuro delle Rsa non lo dobbiamo inventare, è già in parte scritto nelle norme esistenti. C’è solo da spostare un po’ l’attenzione verso il territorio”, ha rilevato Carlo Nicora, direttore della Fondazione Molina di Varese. Invitando le Rsa a farsi avanti, proponendo le proprie competenze per rispondere ai bisogni dei territori: attivando cioè un “welfare di iniziativa”. Molti sono i servizi che già oggi le Rsa / centri multiservizi offrono al territorio: ad esempio assistenza domiciliare, servizi ambulatoriali, centri diurni... Inoltre gli enti Uneba spingono per ospitare le case di comunità pubbliche previste dal Pnrr. Che finora non ingranano: su 1715 previste, solo 781 sono aperte.
Per affrontare le sfide, il punto di forza dei Centri Multiservizi è il personale. “Hanno passione, senso di appartenenza, voglia di sperimentare”, testimonia Ivan Scaratti, dg della Fondazione Elisabetta Germani (Cremona). “L’elemento centrale deve essere la relazione con la persona assistita e i caregiver, non i suoi bisogni”, dice Virginio Marchesi, coordinatore del Centro studi Uneba. “E’ la persona fragile con il suo percorso a dover fare da padrona, non le regole dell’accreditamento”, punge Fabrizio Lazzarini di Fondazione Carisma (Bergamo). “Gli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa nel settore socio sanitario tra umanità e intelligenza artificiale” è il sottotitolo del convegno. “Nel nostro settore non prevarrà l’intelligenza artificiale... solo se riusciremo a garantire un rapporto privilegiato fra i nostri operatori e le persone assistite”, nota Massi. Andrea Blandi, del Gruppo di lavoro Uneba sull’intelligenza artificiale, ha presentato alcuni esempi concreti di applicazione etica dell’IA, compreso l’impegno a formare il personale.
Di fronte alle Rsa/Centri Multiservizi così protese al futuro, la politica è pronta a fare la sua parte? “A quanto emerge – dice Massi, scettico- nella prossima legge di bilancio si fa strada, con le poche risorse disponibili, ancora una visione ospedalocentrica. La sanità territoriale, la prevenzione, l’assistenza domiciliare, i centri diurni, le Rsa, che attenzione avranno?”. Nel mutare degli scenari, restano fermi però i valori che Uneba prende a riferimento. Il convegno è stato occasione, in particolare, per ribadire l’attualità dell’insegnamento di Paolo VI, il papa bresciano, che da cardinale promosse la nascita di Uneba. Don Angelo Maffeis, presidente dell’Istituto Paolo VI, ha chiuso il convegno con la relazione "Chiesa, cultura, società - L'eredità di Paolo VI". Al convegno hanno partecipato i vertici di Aris, Agidae, Mcl e Fism, voci del non profit cristiano con cui da tempo Uneba collabora.















