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di MICHELE BUSI 07 ott 2026 13:18

L’insegnamento e la cura

La Giornata mondiale degli insegnanti, che si è celebrata nei giorni scorsi, è stata l’occasione per anticipare i temi della terza edizione del Festival internazionale dell’Educazione, che si terrà a Brescia dal 14 al 17 ottobre 2027, e che avrà come titolo “Change. Il potere trasformativo dell’educazione”. Luigina Mortari, docente di Pedagogia generale e sociale all’Università di Verona, ha diffuso al riguardo una significativa “Lettera ai maestri e alle maestre”, che inizia con queste parole: “Non esiste civiltà senza educazione. Non esiste comunità senza chi sappia custodirla, alimentarla, trasmetterla. E voi — ogni giorno, in ogni aula, con ogni sguardo incontrato — siete coloro che tengono accesa questa fiamma. Siete necessari. Non come funzionari di un sistema, ma come artigiani dell’umanità”.

La lettera evidenzia come il tempo attuale sia particolarmente complesso, perché è un tempo in cui “il pensiero libero e alto sembra soffocato da oscurantismi e da passioni pericolose, in cui la violenza trova troppe porte aperte e la cultura ne trova troppe chiuse”. Chi insegna sa che “ogni giornata in classe è un investimento continuo di energie cognitive ed emotive”. Per questo motivo, dietro ogni relazione educativa che si costruisce c’è “un atto di cura profonda e instancabile. Un lavoro che non si vede tutto, ma che lascia tracce per sempre nelle vite attraversate”. Con l’adozione dell’obiettivo 4 dell’Agenda Onu 2030, “Istruzione di qualità”, gli insegnanti vengono riconosciuti come soggetti-chiave. Il loro impegno infatti è fondamentale per fornire un’educazione di qualità ed opportunità di apprendimento per tutti, con lo scopo di incrementare il livello di alfabetizzazione globale e ridurre l’abbandono scolastico precoce, contribuendo a migliorare la vita delle persone. Il Festival dell’Educazione dell’ottobre 2027 è promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Brescia Musei, Fondazione Asm, Gruppo La Scuola, InnexHub - Fondazione Aib, Fondazione Teatro Grande. Il prof. Domenico Simeone, direttore scientifico del Festival e preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica, spiega che l’idea guida è quella di “riflettere sul potere trasformativo dell’educazione come strumento per avviare processi concreti di cambiamento, in diversi ambiti della vita sociale”. Si va oltre la pur importante trasmissione di conoscenze e saperi, ma si valorizza l’educazione come vera e propria “cura dell’anima”.

La scuola infatti esiste, scrive Mortari nella “Lettera ai maestri e alle maestre”, “perché esistano persone capaci di costruire comunità e generare cultura”. Mortari definisce “obiettivi di vita” la capacità di costruire relazioni buone, agire insieme e assumersi responsabilità verso gli altri. In ciò sta forse il significato più vero del “potere trasformativo dell’educazione” ed è per questo che la lettera termina con un ringraziamento agli insegnanti per il delicato compito che svolgono.

MICHELE BUSI 07 ott 2026 13:18