Memorie cittadine
Non è una semplice targa, ma è il tentativo di valorizzare una storia antica sbiadita dallo scorrere inesorabile del tempo. La città di Brescia fa i conti con il suo passato grazie alla caparbietà delle associazioni Balestrieri Anziani in linea e Amici della Fondazione Civiltà Bresciana, in particolare del professor Alberto Vaglia. Piazza San Domenico, accanto alla chiesa di San Lorenzo, cancellata dalla toponomastica, ora è al centro di un intervento di riqualificazione con la collocazione di una targa commemorativa e una fotografia storica. E così potremo leggere che lì si affacciavano, edificati tra il 1235 e il 1255, la chiesa e il convento dei frati domenicani. Su iniziativa del priore padre Serafino Borra, valsabbino, e di padre Vincenzo da Cologne, la vecchia chiesa nel 1609 fu demolita per essere costruita più grande su disegno di Pietro Maria Bagnadore, con tele di artisti come il Romanino e il Cossali. A partire dal 1797, in seguito alla soppressione napoleonica, la struttura andò incontro a un lento declino. Nel 1843, il vecchio convento venne ristrutturato per ospitare l’Hospitale Magnum, l’Ospedale Maggiore (fino a quell’epoca collocato alla Crociera di San Luca).
L’ex monastero divenne, per circa un secolo, il nosocomio cittadino che, nel 1953, fu trasferito a Mompiano. Nel 1883 la chiesa di San Domenico, una delle più belle di Brescia, nonostante la proposta fosse stata contrastata anche da Zanardelli, venne demolita. L’altare della Madonna del Rosario fu venduto a Londra, dove, rimontato nella Lady Chapel dell’oratorio dei Padri Filippini, è ancora oggi ammirato. Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, la piazza ha ospitato i bagni pubblici. Negli anni Sessanta gli antichi edifici hanno lasciato il posto alle strutture residenziali e commerciali. Solo due chiostri sono rimasti inglobati fra le moderne costruzioni, a singolare memoria di un glorioso passato. Il convento ospitò, infatti, due futuri Pontefici, Nicolò Bocassino di Treviso (Benedetto XI) e Vincenzo Maria Orsini dei Duchi di Gravina (Benedetto XIII). E, nel chiostro, Savonarola infiammò gli animi dei bresciani commentando l’Apocalisse nell’Avvento dell’anno 1489. Fra i domenicani illustri va ricordato Carlo Domenico Ferrari, vescovo di Brescia dal 1834 al 1846.