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di RAFFAELLA FALCO 20 mag 2026 08:24

Nunzio Sulprizio: tanti regali da Lassù

Morire di lavoro si può. Succede troppo spesso, purtroppo. Se diciamo che il lavoro è benedizione, è collaborare all’opera di creazione di Dio, è restituire dignità alle persone,come possiamo tollerare che diventi causa di morte? La Chiesa sa che deve fare qualcosa. Tra le tante, una cosa l’ha fatta, sconosciuta ai più e molto bella. Ha elevato agli onori degli altari un giovanissimo operaio morto per un tumore osseo, provocato dalle terribili condizioni di lavoro alle quali lo sottoponeva lo zio nella sua officina di fabbro. Nunzio Sulprizio (1817 – 1836) nasce in un paesino in provincia di Pescara. La sua vita non si preannuncia facile: i genitori, papà calzolaio e mamma filatrice, muoiono presto a tre anni di distanza uno dall’altra e, dopo altri tre anni, muore anche la nonna a cui era stato affidato. A soli nove anni, si ritrova solo. Lo prende con sé uno zio, fabbro ferraio, che, uomo violento, gli impedisce di frequentare la scuola e lo sfrutta nella sua officina per i lavori più pesanti, non certo adatti a un bambino. Proprio durante una delle consegne di ferro in una gelida giornata d’inverno, si manifestano i segni del male che sta scavando nelle sue ossa: una piaga sul piede sinistro, che diventa sempre più dolorosa, non gli impedisce, però, di mostrarsi sorridente e gentile con tutti. La scarsa alimentazione e il lavoro lo stremano a tal punto, da essere, finalmente, ricoverato in ospedale. Qui è dichiarato inguaribile e rimandato… a casa. Ma quale casa? Non certo quella dello zio a cui non “serve” più. Tutti lo hanno abbandonato, ma non Dio, che suscita la generosità di un uomo, ricco e nobile, che decide di accoglierlo a casa sua, a Napoli, e prendersene cura. Il bene è sempre contagioso, generatore di altro bene. E così, tra i due nasce un legame speciale: il colonnello è per lui quel papà che Nunzio aveva a malapena conosciuto. Nuovamente ricoverato in ospedale, aiuta i malati e, pur con scarsa istruzione religiosa, parla delle cose di Dio con una conoscenza e un entusiasmo che contagiano tutti. Un altro regalo da Lassù. Tornato a casa, trasforma la sua camera in una cella, in cui trascorre lunghe ore in preghiera. A soli 19 anni, il 5 maggio 1836, esclama: “La Madonna! Vedete come è bella!” e muore. Attorno al suo corpo si diffonde un intenso profumo e presto, per sua intercessione, avvengono i primi miracoli. Regali, tanti regali che Dio continua a fare al piccolo operaio e, tramite lui, a tutti coloro che gli vogliono bene. Il mondo del lavoro forse non lo sa, ma ha un piccolo grande protettore, una specie di sindacalista che è dalla parte dei lavoratori, sempre.

RAFFAELLA FALCO 20 mag 2026 08:24