Zocco: rinnovata la devozione a Sant’Antonio
Il legame e la devozione a Sant’Antonio abate (Qumans 12 gennaio 251- Deserto della Tebaide 17 gennaio 356), allo Zocco, si perde nella notte dei tempi. Sarà per il fatto che nella piccola frazione del Comune di Erbusco, all’interno della villa patrizia dei conti Maggi, esiste una chiesetta da sempre chiamata chiesa di Sant’Antonio, seppure sia dedicata al Beato Sebastiano (Salvatico) Maggi; o per il fatto che la frazione, sino agli anni 60 del secolo scorso, era a vocazione agricola e in tutte le cascine, sugli stipiti delle porte di: stalle, pollai e porcili si poneva, a protezione degli animali, l’immagine di Sant’Antonio Abate. Nell’iconografia, Sant’Antonio, è raffigurato attorniato dagli animali, per questo motivo i contadini lo invocano e lo pongono a protezione degli animali. Anche nella ricerca di oggetti smarriti, le nostre nonne ci invitavano a recitare: “Sant’Antone de la barba bianca fam troa che che ma manca” (Sant’Antonio della barba bianca fammi trovare quello che mi manca). Erroneamente questa invocazione la si collega a Sant’Antonio da Padova, ma non è possibile che Sant’Antonio da Padova avesse la barba bianca, essendo tornato alla Casa del Padre a soli 36 anni.
I festeggiamenti in onore di Sant’Antonio, quest’anno allo Zocco, sono iniziati con la Messa vespertina della vigilia della festa liturgica, presso la “Cascina Carretto”, sono poi proseguiti, nella mattinata, con la benedizione delle stalle da parte del parroco, don Bruno Colosio e la benedizione, nel pomeriggio sul sagrato della parrocchiale, degli animali da compagnia.
Al temine della Messa della vigilia, presieduta da monsignor Giovanni Battista Piccioli, è stata benedetta la statua di Sant’Antonio abate che verrà posta in una piccola nicchia presso la Cascina carretto. La Messa di Sant’Antonio è stata anche l’occasione per presentare, alla comunità, il nuovo Consiglio di Amministrazione della Scuola Materna.
Le preghiere a Sant’Antonio e in suffragio dei defunti, in questi giorni allo Zocco, si fondono e richiamano i fedeli a vedere la rinnovata macchina del triduo, installata appunto per il triduo dei morti, così che si possano ricordare i propri cari hanno lasciato questo mondo.