A Sotto il Monte tre giorni di celebrazioni
Non è casuale neppure che la Chiesa celebri Giovanni XXIII proprio l’11 ottobre. Già nel 2000, in occasione della beatificazione, san Giovanni Paolo II indicò questa data per la sua memoria; dopo la canonizzazione, nel 2014, Papa Francesco ne dispose l’iscrizione nel Calendario Romano Generale, sempre l’11 ottobre.
A Sotto il Monte, nei luoghi in cui Angelo Giuseppe Roncalli nacque e maturò le proprie radici umane e cristiane, questa ricorrenza assume così ogni anno un significato particolare: alla memoria del Santo si unisce quella del Concilio, l’evento al quale il suo pontificato rimane indissolubilmente legato. Momento centrale delle giornate sarà la Solenne Celebrazione Eucaristica in onore di San Giovanni XXIII, papa, domenica 11 ottobre alle ore 16:00 nel Santuario, presieduta da Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo. Al termine della celebrazione, i fedeli si recheranno nel Giardino della Pace per la Supplica a san Giovanni XXIII. Quest’anno alla preghiera si accompagnerà un gesto destinato ad aprire un nuovo cammino: la posa della prima pietra del progetto Pietre di Pace.
"Pietre di Pace" è un progetto pluriennale del Santuario di Sotto il Monte Giovanni XXIII che riprende e sviluppa un’intuizione già presente nel progetto originario del Giardino della Pace, inaugurato nell’ottobre 2013 e progettato dallo studio PBEB architetti. Fin dall’origine, infatti, una parte del camminamento era stata volutamente lasciata senza pavimentazione nell’attesa di accogliere pietre provenienti dai luoghi più significativi della vita di Angelo Giuseppe Roncalli. Con "Pietre di Pace" quell’intuizione prende oggi concretamente forma. Nei prossimi anni il Giardino accoglierà pietre provenienti dai luoghi del mondo legati alla vita, al ministero e al messaggio di Papa Giovanni XXIII: ogni pietra custodirà la memoria di una terra e di una pagina della sua storia e diventerà, insieme alle altre, segno di incontro, dialogo, fraternità e pace. Il progetto, ideato dall’arch. Paolo Belloni, prenderà forma attraverso un percorso di tappe internazionali che metteranno in relazione Sotto il Monte con alcuni dei luoghi più significativi della biografia di Roncalli. La prima pietra proviene dall’Episcopio di Assisi, accanto al luogo nel quale san Francesco compì il gesto della spogliazione. La scelta di Assisi non è casuale. La città di san Francesco occupa infatti un posto particolare anche nella storia di Giovanni XXIII: il 4 ottobre 1962, esattamente una settimana prima dell’apertura del Concilio Vaticano II, Papa Giovanni compì uno storico pellegrinaggio a Loreto e ad Assisi, alla vigilia del grande evento conciliare. La prima tappa di Pietre di Pace ha assunto inoltre la forma di uno scambio tra comunità: alla pietra dell’Episcopio ricevuta ad Assisi, Sotto il Monte ha corrisposto con una pietra proveniente dal sagrato del Santuario San Giovanni XXIII. Un gesto che esprime fin dall’inizio il significato del progetto: non una semplice raccolta di pietre, ma un cammino di relazioni, nel quale ogni luogo dona e riceve un segno concreto di memoria e fraternità. Da Assisi a Sotto il Monte si crea così un legame ideale tra san Francesco e san Giovanni XXIII, due figure profondamente associate alla mitezza, alla fraternità e alla pace. Assisi costituisce la prima tappa di un percorso destinato a svilupparsi negli anni. Le pietre raccolte andranno progressivamente a inserirsi nel Giardino della Pace, creando un itinerario capace di riunire simbolicamente, nel paese natale di Papa Giovanni, le terre attraversate dalla sua vita.
Le celebrazioni prenderanno il via venerdì 9 ottobre alle 20.45 nel Santuario con Quando gli oggetti raccontano l’anima, incontro con don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, che racconterà Angelo Roncalli attraverso alcuni degli oggetti conservati a Ca’ Maitino. La giornata di sabato 10 ottobre si aprirà alle 10 alla Casa Natale con un momento di preghiera dedicato a bambini e ragazzi. Nel pomeriggio, alle 15 nel Santuario, la Cappella Musicale del Santuario San Giovanni XXIII, diretta dal maestro Claudio Magni, proporrà Il Cantico di Francesco e Maria, una meditazione musicale. Alle 16 sarà celebrata la Santa Messa nella vigilia di San Giovanni XXIII. In serata, alle 20.45 al Teatro Giovanni XXIII, andrà in scena Un bambino diventato Papa, spettacolo teatrale di Oreste Castagna ed Emanuele Roncalli, con Giorgio Marelli, dedicato alla vita di Angelo Giuseppe Roncalli. Lo spettacolo ha già registrato il tutto esaurito. Domenica 11 ottobre, giorno della memoria liturgica di San Giovanni XXIII, le Sante Messe saranno celebrate alle 7, 8.30, 10, 11.30, 16, 17.30 e 19. Dalle 7.30 alle 9, con partenza libera dall’Oratorio, si svolgerà Sulle orme di Papa Giovanni, camminata non competitiva organizzata da Carvico Skyrunning ASD attraverso i luoghi legati alla vita di Angelo Roncalli. Nel pomeriggio, alle 15:00 dal Santuario delle Caneve, prenderà il via Itinerario musicale nei luoghi di Papa Giovanni: il Corpo Musicale di Prezzate accompagnerà il percorso dalle Caneve al Santuario attraversando alcuni dei luoghi giovannei di Sotto il Monte. Alle 16 nel Santuario sarà celebrata la Solenne Celebrazione Eucaristica in onore di San Giovanni XXIII, papa, presieduta da Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo. Al termine, i fedeli si recheranno nel Giardino della Pace per la Supplica a san Giovanni XXIII e per la cerimonia di posa della prima pietra del progetto Pietre di Pace. A concludere le celebrazioni, alle 20.30 nel Santuario, sarà il Rosario per la pace.
"L’11 ottobre lega profondamente Papa Giovanni al Concilio e alla pace. Sessantaquattro anni dopo l’apertura del Vaticano II, vogliamo che da Sotto il Monte continui a partire un messaggio fatto non soltanto di parole, ma di gesti concreti. Pietre di Pace nasce da un gesto semplice: portare qui una pietra dai luoghi attraversati dalla vita di Papa Giovanni. Ma ogni pietra custodisce molto di più: una terra, una storia, un incontro, una comunità. Non vogliamo raccogliere ricordi, ma costruire legami. La pace, ci ha insegnato Papa Giovanni, si costruisce nel tempo, attraverso gesti e relazioni. Pietre di Pace vuole essere questo: un cammino che, pietra dopo pietra, unisca Sotto il Monte alle comunità incontrate lungo la vita di Angelo Roncalli e ricordi a ogni pellegrino che la pace è una strada da percorrere insieme. Per questo è particolarmente significativo che sia proprio il Vescovo Francesco a collocare la prima pietra. Lui che ha voluto questo Giardino della Pace vivrà qui l’11 ottobre la sua ultima grande celebrazione a Sotto il Monte. Il suo gesto avrà anche il valore di una consegna: un tratto di strada si compie e un altro si apre, affidato alla comunità perché continui a crescere nel tempo", così mons. Giulio Albani, Rettore del Santuario San Giovanni XXIII e Parroco di Sotto il Monte Giovanni XXIII.
Così, invece, l'architetto Paolo Belloni, progettista del Giardino della Pace e ideatore di Pietre di Pace: "Nel Giardino della Pace ogni decisione progettuale è stata guidata dalla ricerca di un intrinseco valore simbolico connesso con la vita, gli scritti e il messaggio di Giovanni XXIII. Gli steli perimetrali a rappresentare il vento del Concilio, le frasi del Diario dell’Anima incise nella pavimentazione, le tappe della vita di Giovanni XXIII che scandiscono il percorso del pellegrino, i magneti che raccolgono i pensieri e le preghiere dei fedeli, il bassorilievo nella superficie della teca che si riempie con i punti dorati del fiore di San Giovanni XXIII, le traversine ferroviarie provenienti dal binario 21 della Stazione di Milano dal quale partivano i deportati verso i campi di concentramento a memoria dell’azione diplomatica di Roncalli quale nunzio apostolico a Istanbul per salvare molte vite umane, il pozzo e lo specchio d’acqua…. Il camminamento perimetrale conduce fino al nuovo ingresso della cripta è realizzato con una pluralità di pietre di varia provenienza. Queste pietre, che vengono percorse quotidianamente dai pellegrini, rappresentano la pluralità delle culture e dei popoli e la loro partecipazione alla realizzazione del progetto comune della Pace. Nello spazio tra la teca e l’ingresso della Cripta alcune campiture di pavimentazione sono state lasciate volutamente vuote, riempite solo con ghiaietti policromi facilmente rimovibili e che costituiscono dei "tappeti di pietra" realizzati con materiali provenienti dai luoghi significativi della biografia di Giovanni XXIII. Il pellegrino camminando calpesterà idealmente gli stessi luoghi percorsi da Giovanni XXIII, ripercorrendo i passi della sua esperienza creando un ponte ideale con Sotto il Monte che porterà in quegli luoghi una porzione del proprio Santuario. Le pietre rappresentano la pluralità delle culture, dei popoli ma anche delle religioni in un’ottica di rinnovo di quella ricerca al dialogo interreligioso e interculturale che ha costituito uno dei temi principali del Concilio Vaticano II e che assume nella società contemporanea un argomento di grande attualità ed emergenza. La pietra quale segno di identità e di appartenenza. La pietra o un granello di sabbia del proprio luogo di nascita è quello che ogni migrante porta con sé per non scordare il proprio luogo di origine. Così come la pluralità delle pietre costituisce un motivo di arricchimento decorativo della pavimentazione, la pluralità delle culture dalle quali quelle pietre provengono rappresenta un motivo di arricchimento della società con tutta la sua imperfezione e la bellezza che nasce dal fatto di possedere una storia. Assisi, Istanbul, Sofia, Parigi, Gerusalemme, Venezia e altri luoghi che Giovanni XXIII visitò fisicamente lasciando una traccia indelebile del suo passaggio. Il progetto Pietre di Pace rappresenta infine un’occasione per attivare e consolidare quelle relazioni umane e istituzionali tra Sotto il Monte, la Diocesi e quella ampia parte del mondo visitata e vissuta da Giovanni XXIII".
(Foto Santuario di Sotto il Monte Giovanni XXIII)