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Roma
di REDAZIONE 08 giu 2020 07:30

Scuola: il decreto diventa legge

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Sul filo di lana il Parlamento ha approvato le misure che disciplinano gli Esami di Stato conclusivi del I e del II ciclo di istruzione, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell’anno scolastico 2019/2020, l’avvio del prossimo e altro ancora

Suona oggi virtualmente la campanella che segna la fine di un anno scolastico tutto particolare, che sarà ricordato a lungo per lo stop alle lezioni imposto dalla fine di febbraio dal coronavirus e per la didattica a distanza. L'anno, però, rischiava di passare agli archivi per via della mancata adozione di norme e misure necessarie a decretarne la chiusura.Con una corsa contro il tempo, però, il Parlamento (con 245 favorevoli e 122 contrari)  nei giorni scorsi è riuscito ad approvare il Decreto Scuola che disciplina gli Esami di Stato conclusivi del I e del II ciclo di istruzione, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell’anno scolastico 2019/2020 e l’avvio del 2020/2021, le procedure concorsuali straordinarie per la Scuola secondaria di I e II grado. “È un provvedimento – ha dichiarato la Ministra Lucia Azzolina – nato in piena emergenza che consente di chiudere regolarmente l’anno scolastico in corso. Ora definiamo le linee guida per settembre, per riportare gli studenti a scuola, in presenza e in sicurezza”.

Esami di Stato conclusivi del I e II ciclo. Per quanto riguarda gli Esami di Stato conclusivi del I e II ciclo, “a seguito della pandemia di coronavirus sono state previste misure specifiche e semplificate per questo anno scolastico. In particolare, l’Esame di Stato del I ciclo coincide con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, che terrà conto anche di un elaborato consegnato e discusso online dagli studenti. Mentre per il II ciclo è prevista la sola prova orale in presenza. Le scuole stanno già operando sulla base delle Ordinanze emanate dal Ministero”.

Giudizi. Nella scuola primaria “tornano i giudizi descrittivi al posto dei voti in decimi. La novità sarà reintrodotta dal prossimo anno scolastico. Una successiva Ordinanza del Ministero dell’Istruzione darà alle scuole tutte le indicazioni operative”.

Alunni disabili. Il decreto prevede anche più tutele per gli alunni con disabilità. “I dirigenti scolastici, sulla base di specifiche e motivate richieste da parte delle famiglie degli alunni con disabilità, tenuto conto della particolarità di questo anno scolastico, dopo aver sentito i Consigli di classe e acquisito il parere del Gruppo di lavoro per l’inclusione della loro scuola, potranno consentire la re-iscrizione dell’alunno al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico 2019/2020. Questo consentirà di recuperare il mancato conseguimento degli obiettivi didattici e inclusivi per l’autonomia, stabiliti nel Piano educativo individualizzato.

Privatisti. Novità anche per i privatisti che dovranno sostenere l’Esame del II ciclo nella sessione straordinaria di settembre. In attesa di conseguire il diploma, potranno partecipare con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato e ad altre prove previste dalle Università, istituzioni dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma. Potranno partecipare con riserva anche a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione per le quali sia richiesto il diploma di II grado.

Edilizia scolastica. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, il Decreto conferisce poteri speciali ai Sindaci: fino al 31 dicembre 2020 i Sindaci e i Presidenti delle Province e delle Città metropolitane potranno operare con poteri commissariali. Gli Enti locali avranno, dunque, uno strumento in più per agire e garantire che gli interventi possano svolgersi rapidamente e in tempi utili per l’avvio del prossimo anno scolastico.

Concorso Scuola Secondaria. Cambia anche il concorso straordinario per l’ingresso nella Scuola secondaria di I e II grado. I docenti che hanno i requisiti per partecipare non sosterranno più una prova a crocette, ma una prova con quesiti a risposta aperta, sempre al computer. La prova sarà diversa per ciascuna classe di concorso. Il bando di concorso, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine aprile, sarà modificato tenendo conto delle novità introdotte. Le prove si svolgeranno appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno. Ai vincitori di concorso immessi in ruolo nel 2021/2022 che rientrano nella quota di posti destinati all’anno scolastico 2020/2021 sarà riconosciuta la decorrenza giuridica del contratto, anche ai fini dell’anzianità, dal 1° settembre 2020.

Supplenti e graduatorie. Per ciò che concerne i supplenti, le graduatorie diventano provinciali e digitali in attuazione di quanto previsto dal decreto scuola di dicembre, ma con un’importante semplificazione per garantire l’attuazione delle nuove regole in tempo per il nuovo anno scolastico: il Ministero potrà emanare un’apposita Ordinanza, anziché muoversi per via regolamentare. La provincializzazione consentirà di sgravare le segreterie delle istituzioni scolastiche: saranno gli Uffici territoriali del Ministero a seguire il processo e assegnare le supplenze. La presentazione delle domande sarà, poi, informatizzata per tagliare i tempi e rendere il processo più efficiente anche a vantaggio degli insegnanti e degli studenti. Con il nuovo modello le supplenze saranno assegnate più rapidamente.

Percorsi abilitanti. Il Decreto istituisce il Tavolo sui percorsi abilitanti per fare chiarezza sul percorso per diventare insegnanti, consentendo così anche ai giovani neo-laureati un percorso di accesso all’insegnamento ’caratterizzato da una formazione adeguata’. Il tavolo sarà presieduto dal Ministro.

 

REDAZIONE 08 giu 2020 07:30