lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di PAOLO FONTANA 19 ott 2026 14:47

Il silenzio assordante della sinistra cittadina

La lettera dei Gruppi consiliari di Centro destra in Loggia

A distanza di ore dai gravi episodi di violenza che sabato hanno sconvolto il centro di Brescia, colpisce il silenzio delle forze politiche della sinistra cittadina.

Brescia ha sempre avuto una tradizione civile e democratica nella quale, di fronte alla violenza politica, le diverse appartenenze hanno saputo trovare una voce comune di condanna. Un principio che dovrebbe valere sempre, indipendentemente da chi scende in piazza, dalle ragioni della protesta e dall'orientamento politico di chi commette le violenze. Oggi, invece, assistiamo a un silenzio politicamente preoccupante.

Prendiamo atto della condanna espressa dalla Sindaca Laura Castelletti. Ma dove sono le prese di posizione del Partito Democratico (PD), di Azione, Italia Viva e +Europa, della Lista Civica Laura Castelletti Sindaco, di Brescia Attiva, di Al Lavoro con Brescia e di Brescia Capitale, ovvero delle forze politiche e civiche che compongono la maggioranza in Loggia? Perché, di fronte a fatti tanto gravi, non si leva una voce chiara e unanime da parte di chi governa la città?

Il sospetto è che questo silenzio non sia casuale, ma il risultato delle contraddizioni di una maggioranza da tempo alle prese con le proprie componenti più radicali, che preferisce evitare una presa di posizione politica per non far emergere divisioni e imbarazzi interni.

Se così fosse, saremmo di fronte a un fatto grave: anteporre gli equilibri politici alla chiarezza su un principio fondamentale della convivenza democratica.

Manifestare è un diritto costituzionale, anche quando le idee espresse sono radicalmente diverse dalle nostre. Ma il diritto di manifestare non può mai trasformarsi nella pretesa di usare la violenza, aggredire le forze dell'ordine, danneggiare le attività commerciali o mettere a rischio la sicurezza dei cittadini.

Condannare questi comportamenti non significa criminalizzare il dissenso. Significa, al contrario, difendere il diritto di manifestare pacificamente, impedendo che venga compromesso da chi sceglie la strada della violenza. Non possono esserci ambiguità quando la protesta degenera in violenza.

Le forze politiche che amministrano Brescia hanno il dovere di esprimersi con chiarezza.

Brescia merita una politica capace di confrontarsi e dividersi sulle idee, ma di ritrovarsi unita nella difesa della legalità e delle istituzioni democratiche.

Su questi valori non possono esserci né ambiguità né silenzi di convenienza.

PAOLO FONTANA 19 ott 2026 14:47